Allarme sul dissesto del territorio «Servono un piano e più fondi»

L’assessore Cavallari: «Mancano una pianificazione di ampio respiro e interventi di prevenzione In quattro anni abbiamo speso cinque milioni ma in tante zone a rischio frana bisogna ancora agire»
TERAMO. Una mappa aggiornata del territorio, un piano biennale di interventi di prevenzione, maggiori risorse alle aree più fragili: sono le richieste che l'assessore alla protezione civile e ai lavori pubblici del Comune di Teramo, Giovanni Cavallari, fa alla Regione Abruzzo alla luce del susseguirsi, a livello nazionale e locale, di eventi climatici estremi che causano frane, smottamenti, allagamenti.
Per Cavallari l'impegno messo in campo dalla Regione, sotto il profilo di analisi dei territori e di fondi investiti nella prevenzione del dissesto idrogeologico, «non è adeguato e soprattutto non è modellato sui cambiamenti climatici in corso che si fanno sempre più estremi: stando ai rilievi dell'Ispra, l'istituto superiore per protezione e la ricerca ambientale, la nostra regione è costellata di aree a rischio, perciò merita massima attenzione in termini di investimenti», dice l'assessore, che sui temi legati alle emergenze ambientali lancia un Sos alla Regione. «È stata fatta una mappatura previsionale dei dissesti in Abruzzo? Esiste una lista delle criticità idrogeologiche sulle quali intervenire in un ordine di priorità? C'è un piano di interventi finalizzato a prevenire frane e dissesti?», chiede Cavallari, che prosegue: «A lunghi periodi di siccità seguono bombe d'acqua devastanti e le ripercussioni sui territori già a rischio si fanno gravissime: su questo si dovrebbe lavorare in tempi celeri ed attivare finanziamenti in via prioritaria per quelle aree che per conformazione e densità abitativa corrono maggiori rischi. La prevenzione non solo salva i territori e le persone, ma costa meno dell'emergenza».
Da Teramo alla costa, Cavallari lamenta l'assenza di strategie di salvaguardia del territorio: «Negli ultimi quattro anni come Comune abbiamo speso oltre cinque milioni di euro per il dissesto idrogeologico. La metà è servita per contrada Mezzanotte. Si comprende come restino fuori tantissimi interventi in zone che sono particolarmente fragili: da Miano a Sciusciano, da Fonte Baiano a Colleparco, sono ancora molti i fronti dove agire per mitigare il rischio. Per il quartiere universitario abbiamo un milione di euro per un importante dissesto, ma non basta: dovremo fare una variazione di bilancio per integrare questi fondi con un altro milione. A soffrire l'assenza di pianificazione e interventi di prevenzione sono anche i piccoli comuni dell'entroterra e quelli più grandi della costa, dove all'erosione non si risponde ancora con opere significative e risolutive», conclude Cavallari rilevando come in questo quadro si inserisca la mancata pulizia di fiumi e fossi, che «senza manutenzione diventano un pericolo a ogni pioggia: mi auguro che la Regione avvii un ragionamento serio sul tema della prevenzione, aprendo anche dei tavoli di confronto con enti locali ed esperti. Noi, come Comune, facciamo la nostra parte che si è tradotta anche nell'introduzione di una applicazione per cellulari, “ComunicaTeramo”, utile per informare la cittadinanza. Ma occorre un piano di ampio respiro».
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