Alle amministrative la Lega non passa

29 Maggio 2019

Aspettando Giulianova, il 38% delle europee non si traduce in sindaci eletti: troppe frizioni tra il Carroccio e gli alleati

TERAMO. Guardi i risultati dei partiti alle Europee in provincia di Teramo, sgrani gli occhi di fronte al mostruoso 38,13% della Lega e pensi: chissà quanti sindaci avranno eletto, i seguaci di Salvini, nell’affollata tornata amministrativa (si votava in 22 comuni, quasi la metà dei 47 del Teramano). La risposta, spiazzante, è: nessuno. Certo, la Lega ha la possibilità di eleggere Pietro Tribuiani a Giulianova il 9 giugno, e prendersi il comune più importante della tornata non sarebbe male. Ad oggi, però, i numeri dicono che Tribuiani deve inseguire Jwan Costantini (forse, come candidato sindaco unitario del centrodestra, sarebbe stato lui il migliore: o no?) e che, per il resto, il Carroccio in salsa teramana è a “zero tituli”. Il consigliere regionale Toni Di Gianvittorio ha messo il cappello sulla conquista di Morro d’Oro, ma la neoeletta Romina Sulpizii tiene a sottolineare (vedi articolo in pagina di Roseto) la natura civica del suo gruppo.
Possibile spiegazione: il “bullismo politico” praticato dai vertici teramani del partito di Salvini ai danni dei potenziali alleati non paga. Ha prodotto spaccature a Giulianova e Pineto, ha spianato la strada a Galiffi a Mosciano ma anche, con il balletto Forlini-Talvacchia, a Romandini a Sant’Egidio. Per non parlare dei comuni (Penna, Torricella) dove esponenti leghisti hanno sostenuto candidati di centrosinistra e hanno perso. È questo del flop della Lega rispetto al trionfo europeo, forse, l’unico vero dato politico che emerge dalle variegate urne delle comunali teramane. Un’elezione nella quale, al netto della clamorosa sparizione avvenuta nella ex roccaforte rossa Giulianova, persino il disastrato centrosinistra di questi tempi può dire di aver colto dei risultati soddisfacenti. Pineto e Mosciano sono rimaste ai sindaci uscenti targati Pd, a Sant’Egidio il Pd si è “imboscato” nella civica di Romandini ma esce comunque vincitore per interposta persona, Canzano e Cermignano sono state conquistate da civiche di centrosinistra e civiche d’area hanno conservato Sant’Omero, Cellino, Castiglione, Torano, Tossicia e Rocca Santa Maria. «Questi risultati testimoniano la bontà della nostra azione amministrativa a livello locale e come, nel Teramano, il centrosinistra sia vivo e vegeto e riesca a convogliare, grazie ai suoi candidati, la fiducia della gente», scrive Dino Pepe in una nota. Di sicuro non può sorridere il pezzo di Pd targato Sandro Mariani: l’altro consigliere regionale Dem si è speso per i candidati perdenti di Campli, Penna Sant’Andrea e Torricella.
Lasciando perdere partiti e poli, le amministrative teramane hanno visto una marea di riconferme dei sindaci uscenti. In pratica solo quello di Canzano, Franco Campitelli, è stato scalzato (per 30 voti). Alcune amministrazioni che non avevano riproposto gli uscenti (Sant’Egidio, Morro, Cermignano) hanno perso, è vero, ma sono le eccezioni che confermano la regola. Certo, se quando si amministra si lavora per dividere invece che per unire, com’è accaduto negli anni scorsi al centrosinistra a prevalenza Pd di Giulianova, poi ti succede che non solo perdi, ma addirittura sparisci.
Ultima notazione: sono state elette a sindaco cinque donne. Forse è un brutto segno che nell’anno di grazia 2019 si evidenzi ancora questo dato, ma sono tante rispetto alle tornate più recenti e quindi va detto. Con molto piacere.
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