Alloggi a canoni bassi con servizi condivisi: progetto del Comune

L’idea è arrivata da giovani teramani che vivono al Nord Il primo passo per l’ente è recuperare un immobile rurale
TERAMO. Un progetto di co-housing (in italiano co-residenza) presentato sul portale Ideate, il contenitore virtuale del Comune di Teramo nato per raccogliere idee da sviluppare e finanziare tramite il Recovery fund, accende l'attenzione dell'amministrazione su nuove visioni legate al tema abitativo. Visioni che parlano di recupero di alloggi, di solidarietà e mutualismo. Il progetto si chiama “Co-housing, servizi culturali e ricettività”: è stato presentato da alcuni giovani teramani che da tempo vivono lontano ma che vorrebbero tornare nella loro terra, e si ispira all'esperienza pilota denominata “Porto 15” nata a Bologna sei anni fa. Qui, nella città emiliana, un intero condominio con 18 alloggi è stato recuperato dal Comune e destinato a un nuovo modello di abitare: spazi comuni, servizi condivisi, canoni concordati per giovani under 35.
L'esperimento ha catturato l'attenzione di alcuni ragazzi teramani che hanno avuto modo di conoscerlo e studiarlo. E che hanno voluto riproporlo a Teramo con delle modifiche che ben si sposano con la realtà locale e la geografia abruzzese. Il progetto prevede la realizzazione di un co-housing in zona di campagna che «integri la dimensione dell’abitare collaborativo con quella della ricettività e delle attività culturali, destinando la gestione degli spazi comuni alle attività di foresteria e di servizi alla socialità», si legge nella bozza.
Il primo passo consiste nell'individuare un immobile comunale rurale da recuperare per realizzare degli alloggi con gli stessi criteri di quelli bolognesi. L'idea è piaciuta al Comune, che la vuol fare sua anche se «essendo un progetto embrionale, non in fase esecutiva, con un immobile non individuato, non può rientrare tra quelli finanziabili col Recovery, ma ci stiamo ragionando su perché lo riteniamo di gran valore anche sul fronte sociale», spiega l'assessore per il diritto alla casa Martina Maranella che ha già avviato un dialogo coi proponenti. «Un progetto del genere rientra in quella che è la mission della transizione ecologica. Ci lavoreremo perché potrebbe aprire a nuovi scenari urbanistici, sociali, culturali. Nella proposta avanzata», prosegue l'assessore Maranella, «si contempla anche un'area verde, che possa diventare orto condiviso con tutti i benefici che ne derivano per chi lo curerebbe. Pensiamo dunque a delle aree appena fuori città, nelle frazioni. Non solo: questa idea ci porta anche a ragionare su nuovi modelli di abitare rivolti non solo alle giovani coppie, ma anche agli anziani». La proposta avanzata potrebbe così segnare anche a Teramo l'avvio di una riflessione alternativa e sostenibile sulla questione abitativa.
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