Alloggi per gli sfollati, i 5 Stelle accusano

«Sono inadeguati e l’Ater è in ritardo sui cantieri». Il caso va in commissione regionale di vigilanza
TERAMO. «Uno stato di degrado inaccettabile e ingiustificabile, quello nel quale versano le case Ater e Smea della città di Teramo, grave al punto da ledere la dignità di coloro che vi abitano e che ripetutamente, da anni, chiedono a gran voce che vengano risolte le numerose criticità presenti in quelle palazzine. Circa mille persone che, oltre ad aver subito il trauma del sisma del 2016, sono costrette a vivere in alloggi con muffa, infiltrazioni e allagamenti, con la corrente elettrica che va via a intermittenza, con crepe nei muri e altre incresciose condizioni di deterioramento. Tutto ciò non è accettabile, Regione Abruzzo non può più restare indifferente». A dichiararlo sono Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che chiedono di portare il caso alla prima seduta utile di commissione vigilanza, in consiglio regionale, dopo aver protocollato una richiesta specifica al presidente Sandro Mariani. I due consiglieri dichiarano di voler «fare luce sulle azioni poste in essere dagli organi preposti, sulle responsabilità e, soprattutto, sull’emergenza che viene raccontata dagli inquilini delle case popolari che, oltre ai danni del sisma, continuano a vivere disagi senza precedenti. Il tema era stato già trattato in più circostanze dal gruppo consiliare del M5S durante la scorsa legislatura. L’allora assessore Guido Liris e il presidente dell’Ater Teramo, Maria Ceci, non furono in grado di affrontare il problema e risolverlo».
Taglieri e Alessandrini concludono: «Dopo otto anni la tanto sbandierata ricostruzione Ater non c’è stata, ed è ben lungi dall’avere una conclusione, e a ciò si aggiunga il fatto che gli alloggi temporanei assegnati agli attuali residenti si sono rivelati inadeguati alle esigenze di chi li abita. Vorremmo capire se il presidente Marsilio e l’assessore Quaglieri sono al corrente di questa mala gestio, di un cronoprogramma "fantasma" sulla ricostruzione e sulle tempistiche per fare rientrare gli sfollati nelle loro abitazioni. Vogliamo date certe, una scadenza da rispettare, un cronoprogramma attendibile».

