Alloggi popolari, l’odissea di una famiglia

6 Agosto 2021

Giovane mamma attende da sette mesi una casa per lei, i due figli e la madre. Oggi il sopralluogo

ROSETO. Ha chiesto al Comune di Roseto una casa popolare sette mesi fa per una situazione di emergenza, ma attualmente è costretta ancora vivere con due figli, uno di 4 anni e un altro di appena 20 giorni, insieme alla madre con gravi problemi di salute in appena 45 metri quadrati. È la storia di Maria Laura Ruggeri, 36 anni, che sette mesi fa sarebbe dovuta andare a vivere con il compagno in un’altra casa ma si è ritrovata sola, incinta e senza reddito a causa dell’emergenza Covid.
«Lavoravo nei casinò», dice Ruggeri, «e con il Covid purtroppo la situazione si è aggravata. Vivo a Campo a Mare in una casa popolare con mia madre, molto malata, e con i miei due figli piccoli. È difficile convivere in 45 metri quadrati e così a febbraio scorso sono andata in Comune per chiedere una casa popolare dove andare a vivere, ma dopo sette mesi sono ancora qui, in emergenza».
Ruggeri allora a maggio è tornata in municipio per parlare con l’assessore al sociale Donatella Di Cesare. «Io credo che in una situazione come la mia», continua la donna, «il Comune debba fare di tutto per assegnare un alloggio nel più breve tempo possibile, ma non è stato così». L’assessore al sociale conosce benissimo la situazione della donna.
«È una situazione di emergenza reale», precisa Di Cesare, «la pratica di assegnazione di un alloggio in riserva è in corso. La signora Ruggeri, infatti, non è presente nelle graduatorie, ma come Comune abbiamo la possibilità, in base alla legge regionale 96 del 1996, di assegnare ogni anno degli alloggi popolari in riserva per situazioni di emergenza, come in questo caso. Si possono assegnare il 10% degli alloggi in base al numero totale degli appartamenti popolari a disposizione del Comune. Le procedure burocratiche purtroppo sono lunghe e ora l’ultima parola ce l’ha l’Ater, l’ente proprietario degli alloggi popolari».
E oggi pomeriggio alle 16.30 è previsto proprio un sopralluogo a Roseto da parte di Maria Ceci, presidente dell’Ater di Teramo, nell’alloggio proposto dal Comune a Ruggeri. «Saremo lì», spiega la presidente dell’Ater, «per verificare se nell’edificio popolare ci siano o meno situazioni critiche. In caso di assenza di problemi, nel giro di poche settimane l’alloggio potrà essere tranquillamente assegnato. Conosciamo la situazione, per questo l’alloggio non deve avere nessun tipo di problema».(l.v.)
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