Alluvione, ditta va in Cassazione per essere risarcita dal Comune

Tortoreto, l’impresa aveva ottenuto 331mila euro in primo grado ma poi ha perso la causa in appello Ora, a oltre 16 anni dai fatti, tocca alla Suprema corte stabilire se l’ente deve pagare o no i danni
TORTORETO. Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2007 Tortoreto venne colpita da un’alluvione e ingenti furono i danni tanto per i privati quanto per il Comune. Le cavate tracimarono dopo una pioggia fortissima e i sistemi di drenaggio della città non furono in grado di garantire il deflusso delle acque venute giù dalle colline. Nella primavera del 2009, i titolari di un’attività commerciale della città decisero di trascinare in giudizio il Comune di Tortoreto davanti al tribunale di Teramo per ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’alluvione. I giudici di primo grado accertarono e dichiararono la responsabilità concorsuale del Comune nella produzione dell’evento dannoso, condannando l’ente locale al risarcimento in misura del 50% dei danni subiti dai ricorrenti, per un ammontare di 331mila euro, oltre rivalutazione e interessi, nonché al pagamento del 50% delle spese di giudizio.
La Corte d’appello dell’Aquila invece accolse l’appello proposto dal Comune di Tortoreto e, riformando la sentenza di primo grado, respinse la domanda di risarcimento dei commercianti, con condanna della controparte alla rifusione delle spese dell’intero giudizio, liquidate per il primo grado in quasi 25mila euro e per il secondo grado in 28mila euro. Il contenzioso non è terminato qui. A mettere fine alla vicenda dovrà pensarci, ora, la Corte di Cassazione. I danneggiati, infatti, hanno deciso di ricorrere in terzo grado rivendicando il diritto al risarcimento e al riconoscimento delle spese: motivo per cui il Comune di Tortoreto ha deciso di costituirsi in giudizio. Dunque, a distanza di oltre sedici anni dall’alluvione, la giustizia di legittimità dovrà esprimersi relativamente al caso per chiudere definitivamente la partita. I ricorrenti vogliono dimostrare come i giudici di primo grado del tribunale di Teramo abbiano sentenziato positivamente riconoscendo parte di colpa al Comune per i danni subiti dalla loro attività commerciale, mentre secondo l’ente la responsabilità non c’è. La parola passa, quindi, ai giudici della Suprema corte a Roma, che dovranno convalidare o annullare la sentenza di appello.
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