Alta adesione allo sciopero Chiuse tutte le Bcc
TERAMO. Disagi ieri per gli utenti dei cinquanta sportelli abruzzesi delle banche di credito cooperativo che ieri mattina hanno trovato le porte chiuse a causa della proclamazione di uno sciopero...
TERAMO. Disagi ieri per gli utenti dei cinquanta sportelli abruzzesi delle banche di credito cooperativo che ieri mattina hanno trovato le porte chiuse a causa della proclamazione di uno sciopero convocato per scongiurare la disdetta del contratto di secondo livello. La protesta dei sindacati ha avuto successo perché, come fa sapere lo stesso direttore della Federazione delle Bcc Abruzzo e Molise Ermanno Alfonsi, lo sciopero ha registrato l’88% dell’adesione dei lavoratori su 9 banche presenti in Abruzzo e una in Molise, ma in alcuni istituti di credito la partecipazione è stata addirittura del 100%. In Italia, su 37mila lavoratori delle Bcc si prevedono esuberi per duemila unità anche se questi per il momento non riguardano le banche abruzzesi.
Alla protesta dei sindacati per la possibile disdetta dei contratti di secondo livello replica il presidente della Federazione che riunisce gli istituti di credito cooperativo d’Abruzzo e Molise Alfredo Savini, il quale tiene a precisare che da parte delle banche non c’è una guerra con il sindacato, ma solo il tentativo di uniformare i contratti sulla stessa scia dell’Abi. Anche Alfonsi ha auspicato di trovare un punto di incontro con i sindacati, sostenendo tuttavia che i motivi che spingono a uniformare i contratti a livello nazionale stanno incontrando resistenze per via del tentativo di rimuovere alcuni privilegi a vantaggio dei lavoratori più giovani.
In risposta alla presa di posizione delle banche, la Fisac Cgil Abruzzo ricordato il richiamo che il presidente di Federcasse, in udienza sabato da Papa Bergoglio, ha fatto alla responsabilità delle banche di credito ribadendo che tornino a essere «banca delle persone, attente ai bisogni reali attraverso un uso responsabile del denaro». «Abbiamo la volontà e il dovere di continuare a essere “fabbriche di fiducia” e non di speculazione», si legge nella nota dalla Cgil. «E’ per questo che le rappresentanze dei lavoratori sono pronte a confrontarsi ma sia chiaro il “no” a pregiudiziali e condizionamenti , quali la minaccia di disapplicare i contratti di lavoro». (m.d.t.)
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