Altre 35 case provvisorie per gli sfollati

Post-terremoto, è pronto il secondo bando del Comune: priorità a chi è ancora in hotel e agli inquilini delle case popolari
TERAMO. È pronto il nuovo bando per l’assegnazione temporanea delle case Ater agli sfollati teramani del sisma. Si tratta del secondo provvedimento pubblicato dal Comune relativo all’occupazione degli alloggi acquistati tramite la Regione e destinati prioritariamente alle famiglie tutt’ora ospitate in albergo. Da affidare ci sono 35 appartamenti dislocati in diverse zone del territorio comunale, nei quali i nuclei familiari interessati risiederanno temporaneamente in attesa di riavere le rispettive case rese inagibili dal terremoto del 2016-17. Il bando, che elenca i requisiti e le condizioni per l’ottenimento dell’alloggio, presuppone la presentazione di una domanda entro il 27 luglio. Scaduto questo termine l’amministrazione procederà alla verifica dei criteri, compresa la corrispondenza tra le preferenze indicate per l’alloggio da occupare con la composizione del nucleo familiare, e successivamente all’assegnazione definitiva.
La partecipazione è rivolta in prima battuta a coloro che sono ancora domiciliati in hotel, ma anche agli inquilini sfollati delle case popolari. «Questi ultimi in particolare hanno una prelazione», fa sapere il sindaco Gianguido D’Alberto, «perché le loro case rientrano nella ricostruzione pubblica e di fatto non sono padroni del loro destino». L’obiettivo è di restituire un tetto alle famiglie che da quasi quattro anni sono state costrette ad abbandonare le abitazioni lesionate dalle scosse sismiche, riducendo l’impatto sulla spesa pubblica dei contributi di autonoma sistemazione e dell’ospitalità alberghiera di cui beneficiano gli sfollati. «Resta il punto che si tratta di sistemazioni provvisorie», tiene a ribadire D’Alberto, «e la priorità è riconsegnare ai cittadini il prima possibile le loro case di proprietà». L’adesione al bando per ora permane su base volontaria, con possibilità dei partecipanti di indicare tre opzioni tra quelle disponibili per l’alloggio da occupare. In ogni caso i 35 appartamenti andranno occupati. Nel caso il numero delle domande fosse inferiore, gli alloggi rimanenti verrebbero assegnati tramite sorteggio tra le famiglie sfollate che hanno i requisiti. La mancata accettazione della nuova sistemazione comporterebbe la perdita del contributo di autonoma sistemazione. «Non credo però che arriveremo a questo punto», chiarisce il sindaco, «le domande ci saranno per tutte le abitazioni da assegnare».
Nel frattempo, sono in via di ultimazione gli adempimenti per l’affidamento dei primi 50 alloggi. In quattro o cinque casi, secondo quanto riferisce D’Alberto, ci sono ancora trattative aperte tra l’Ater e gli assegnatari per esigenze sanitarie di questi ultimi che non sarebbero soddisfatte dalle abitazioni loro assegnate.
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