Altri due morti, ora sono otto Giulianova terzo ospedale Covid

Parte del padiglione est accoglierà i malati se si saturano il presidio di Atri e l’ex sanatorio a Teramo Regolamentati i tamponi a domicilio: squadre con autista e infermiere vanno dai casi sospetti
TERAMO. Coronavirus, fra casi conclamati e sospetti sono 113 i casi in provincia di Teramo.
Elenco di numeri che non può non tener conto di quello più doloroso, il bilancio dei morti. A ieri mattina erano otto i pazienti la cui morte è riconducibile al Covid: gli ultimi due decessi, avvenuti venerdì sera, sono di un uomo di Castigione Messer Raimondo di 63 anni e di una donna di Pescara di 75 anni, entrambi ricoverati nella rianimazione di Atri. Peraltro ieri c’è stato un altro decesso al San Liberatore, di un altro uomo di Castiglione, questa volta 73enne, ma pare per altre patologie; gli è stato fatto il tampone per sicurezza e ancora si devono avere i risultati.
Dei 113 casi, i pazienti ricoverati positivi al Covid-19 sono 33, mentre quelli ritenuti sospetti sono 24. Dei casi certi, 10 sono ricoverati in Malattie Infettive, tre sono in Rianimazione Covid a Teramo, 17 sono ricoverati nei reparti Covid dell’Ospedale di Atri e tre in Rianimazione sempre ad Atri.
AREA COVID A GIULIANOVA. Indubbiamente il numero dei contagi è in aumento e la Asl di prepara a ogni evenienza. Si sta infatti preparando a rendere ospedale Covid anche parte di quello di Giulianova, che potrebbe essere utilizzato se si saturano l’ex sanatorio a Teramo e il presidio di Atri dove sono stati per ora attivati 42 letti di subintensiva e 8 letti di terapia intensiva (cinque nella Rianimazione e tre nelle sale operatorie). «Ci stiamo attrezzando per non farci trovare impreparati in caso si saturino entrambi i presidi Covid», spiega il direttore generale facente funzione Maurizio Di Giosia, «la prossima settimana si vaglieranno alcune ipotesi e si deciderà dove sistemare la struttura, sempre nel padiglione est».
TAMPONI A DOMICILIO. «In contemporanea», riprende Di Giosia, « stiamo provvedendo all’assistenza sul territorio, sia per quanto riguarda l’istituzione delle Usca, cioè le unità speciali di continuità assistenziale come disposto dalla Regione, sia per i tamponi, le cui modalità di esecuzione sono state stabilite da apposito regolamento. Per i tamponi ci sono due percorsi diversi: quelli che si fanno negli ospedali e quelli che si fanno a domicilio. In quest’ultimo caso partono auto “dedicate” con autista e infermiere per effettuare il tampone ai pazienti indicati dal medico di base».
EX SANATORIO. Proseguono a ritmo serrato i lavori al terzo lotto del Mazzini, cioè nell’ex sanatorio, tutto dedicato all’emergenza Covid. Al secondo piano le Malattie infettive hanno aumentato i posti letto a 20, ormai praticamente tutti occupati. Al pianterreno l’ex Psichiatria ospiterà 12 letti di terapia intensiva, la cosiddetta Rianimazione Covid, che adesso ha soli tre posti in un “ritaglio” delle Malattie infettive. I lavori, a quanto prevede la Asl, dovrebbero essere finiti entro il 27 marzo.
DONAZIONE. Ieri l'Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico) di Intermesoli e la Pro loco, hanno acquistato 200 mascherine sanitarie da mettere a disposizione delle comunità di Pietracamela e della frazione di Intermesoli. Corrado Bellisari e Cristiano Caruso, rispettivamente presidente Asbuc e componente del Cda della Pro Loco, a nome dei rispettivi organismi «che l'integrità fisica delle comunità del capoluogo e della frazione siano un patrimonio da tutelare e conservare con grande attenzione, sempre. Obiettivo prioritario di tutti ma, soprattutto, di chi ha responsabilità amministrative e gestionali di vario genere».
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