Amani diventa prete e torna in Congo

Il vescovo lo ordina sacerdote nel monastero del Santo Volto. Leuzzi festeggia anche i 6 anni di consacrazione episcopale
GIULIANOVA. Ieri mattina, a poche ore dall’ordinazione sacerdotale, don Amani Kambale Muhongya ha celebrato la prima messa nell’affollata chiesa del monastero Santo Volto dei Benedettini-Silvestrini a Giulianova. Moltissimi fedeli hanno partecipato alla funzione celebrata dal religioso “adottato” da Giulianova sin dal 2011, quando, giovanissimo, arrivò dal Congo. Da allora don Amani ha studiato nel convento giuliese, seguendo però gli studi teologici nel seminario di Assisi. Ieri mattina il priore don Leonardo Bux ha speso belle parole per il giovane, ricordando che don Amani è anche monaco «compiendo così una scelta che porta ad una stabilità di vita. Le vocazioni in Italia sono in forte calo e in futuro le nuove arriveranno maggiormente proprio dall’Africa».
Sabato pomeriggio, sempre nella gremitissima chiesa del monastero, il vescovo di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi ha ordinato sacerdote don Amani. Il vescovo nella sua omelia ha ricordato il ventennale collegamento tra Giulianova e la missione benedettina di San Benoit a Butembo nella Repubblica Democratica del Congo. «Nella diocesi di Teramo», ha ricordato il vescovo, «viene seguita molto da vicino la criticità sociale e politica in continua evoluzione nel Paese africano». Alla cerimonia ha assistito l’abate generale della congregazione benedettina-silvestrina l’australiano Michael Kelly giunto appositamente da Roma. La data della investitura sacerdotale, 14 aprile, è stata scelta proprio dal vescovo in quanto irripetibile occasione per festeggiare anche l’anniversario della sua consacrazione episcopale avvenuta nel 2012, stesso giorno di sei anni prima, per imposizione delle mani del cardinal Agostino Vallini. Tra un paio di mesi, appena pronto il passaporto, don Amani farà ritorno in Congo dove diffonderà il vangelo nel monastero di San Benoit, mentre a Giulianova arriverà un sacerdote congolese ora impegnato nella struttura benedettina africana. Tra qualche giorno don Amani sarà in giro per l’Italia per una sorta di “luna di miele” andando visitare le comunità religiose che l’hanno ospitato negli ultimi sette anni.
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