Ambiente, tre università sul Calderone

20 Settembre 2020

Delegazioni degli atenei abruzzesi sul ghiacciaio per riportare l’attenzione sui cambiamenti climatici nel pianeta

PIETRACAMELA. Si sono dati appuntamento ad alta quota, sul ghiacciaio del Calderone nel versante settentrionale del Gran Sasso, i delegati delle Università di Teramo, L’Aquila, “D’Annunzio” Pescara-Chieti per la seconda edizione dell’iniziativa nazionale “Climbing for climate” promossa dalla Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus) con il Cai.
Una giornata dedicata al trekking e alle escursioni in montagna per sensibilizzare sui cambiamenti climatici alla quale hanno aderito 27 università di dieci regioni d’Italia scegliendo un luogo simbolo del proprio territorio. I tre atenei abruzzesi hanno optato per il ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d'Europa ai piedi del Corno Grande che sta scomparendo proprio per gli effetti del surriscaldamento globale, luogo simbolo della bellezza e della fragilità dell'ambiente montano. Le delegazioni di Teramo e Pescara-Chieti sono partite da Prati di Tivo, quella dell’Aquila da Campo Imperatore e grazie all’ausilio degli esperti di montagna si sono incontrati per godere di un panorama mozzafiato e di una natura incontaminata, ma anche per toccare con mano gli effetti del cambiamento climatico. I tre atenei con il Cai sezioni Abruzzo, Teramo, l’Aquila e con il Comitato Glaciologico italiano hanno sottoscritto in loco un appello per la protezione e la valorizzazione del patrimonio territoriale impegnandosi a diffondere la cultura della sostenibilità e a perseguire i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile definiti nell’agenda 2030 dell’Onu, chiedendo alle istituzioni di ogni livello di adoperarsi per preservare e arricchire il patrimonio e offrendo la collaborazione per attuare interventi per la salvaguardia dell’ambiente. Una cinquantina tra studenti, docenti e personale amministrativo hanno vissuto un'esperienza che hanno definito «unica ed entusiasmante» alla presenza del rettore dell’università di Teramo Dino Mastrocola. «E’ stata una giornata molto importante che deve unire e sensibilizzare l’opinione pubblica e tutto il mondo accademico sulle problematiche dell’ambiente», ha commentato, «e nella quale ci siamo assunti l’impegno, sia nella formazione che nella ricerca, di puntare alla sostenibilità. Già si sta andando in questa direzione, ma è necessario rafforzare i nostri sforzi, nel quotidiano e ognuno per la propria parte. Come istituzioni accademiche non possiamo assolutamente sottrarci a questo impegno e posso garantire che l’Università di Teramo non si sottrarrà».
«Cambiamenti climatici, uso sostenibile della risorsa acqua, sostenibilità della pratica turistica, abbandono delle aree montane e delle attività agro-silvo-pastorali sono temi tra loro strettamente correlati e che prendono forma “visibile” mano a mano che si sale verso la montagna più alta del nostro Appennino» ha concluso Emilio Chiodo, ricercatore e delegato dell'ateneo teramano Rus , «Insieme e subito dobbiamo salvare il pianeta e possiamo farlo attraverso lo sviluppo sostenibile».
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