Ambulanti, è crisi nera «A marzo il 50% in meno»

4 Aprile 2021

Poca gente al mercato di venerdì, ancora meno a quello alimentare di ieri I commercianti: «La zona arancione limita gli spostamenti, siamo a terra»

TERAMO. Un marzo nero per il commercio: l'ingresso in zona arancione, il weekend pasquale in rosso e le difficoltà economiche delle famiglie hanno portato ad un significativo crollo delle vendite. Crollo che per il settore del commercio ambulante si attesta al 50%. In città a restituire una foto della difficile situazione sono stati i due giorni di mercato: pochissime le persone in giro, desolazione fra le bancarelle.
L'ingresso in zona rossa (scattato ieri) non avrebbe consentito lo svolgimento del mercato non alimentare nella solita giornata di sabato: per questo l'amministrazione comunale, accogliendo le richieste di Confcommercio e Confesercenti, aveva anticipato l'appuntamento a venerdì per consentire lo shopping prefestivo ai teramani e salvaguardare gli incassi dei venditori. La scelta non ha tuttavia dato grandi risultati in termini economici: poche persone in giro, affari a singhiozzo.
Ancora peggio ieri, quando si è svolto in largo Madonna delle Grazie il mercato alimentare. L'affluenza è stata bassissima. «Ringraziamo il Comune per la possibilità che ci ha dato di esporre venerdì permettendoci di lavorare per la Pasqua, ma purtroppo c'è una condizione generale di forte criticità. Questo fine settimana si è registrato un crollo delle vendite importante, in linea con tutto il mese di marzo: un calo del 50%. Il settore più colpito è quello dell'abbigliamento e delle calzature», spiega Sergio Di Fiore, presidente Fiva Confcommercio, che parla di marzo come «del mese peggiore degli ultimi tempi». Le cause della contrazione registrata soprattutto negli ultimi venti giorni sono da rintracciare nell'ingresso in zona arancione «che», dice Di Fiore, «limita gli spostamenti fra comuni: questo pesa in particolare nei mercati dei paesi più piccoli dove le vendite ruotano soprattutto su clienti che arrivano dai comuni limitrofi». Di Fiore rileva anche una generalizzata «paura a uscire per via del Covid specie fra gli anziani» unitamente ad una difficoltà economica delle famiglie che «fanno più attenzione a spendere e tagliano soprattutto i consumi meno necessari». Le previsioni della Fiva per le prossime settimane non sono rosee, anzi: «Anche aprile sarà durissimo come mese, vista la permanenza in arancione. E sarà difficile anche perché molti commercianti attendono ancora i ristori dell'anno scorso».
L'assessore al commercio del Comune di Teramo, Antonio Filipponi, conferma l'affanno del settore ribadendo la disponibilità e l'impegno dell'amministrazione nel sostenere negozianti e ambulanti. «Anticipare il mercato conferma la nostra volontà nell'andare incontro ai commercianti», dice, «il momento è sicuramente critico e questa è una Pasqua diversa dalle altre. Lo dimostra anche il settore della ristorazione che ha abbassato i prezzi nei menù proposti per queste festività. Confidiamo in una ripresa nei consumi per l'estate: l'amministrazione metterà in campo azioni e iniziative volte a rivitalizzare la città».
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