Ambulanze, tolti gli infermieri

7 Febbraio 2020

Silvi, Partipilo segnala il taglio alla postazione del 118. Scordella: «L’ha deciso la Regione nel 2015»

SILVI. Polemiche a Silvi per il ridimensionamento del servizio di primo soccorso. A partire dal 1° gennaio infatti su disposizione della Asl è stato tolto al distretto sanitario sulla Statale 16 nord il supporto infermieristico di primo intervento, di conseguenza le ambulanze medicalizzate sono state private del necessario e vitale apporto.
A far emergere i disagi che questa decisione genererà in futuro, ieri è stato il consigliere di centrosinistra Vito Partipilo che in una nota ha denunciato: «Sappiamo tutti e, non lo scopriamo certo oggi, quanto vitale e fondamentale sia il giusto primo intervento in caso di emergenza e con stupore e amarezza, nel silenzio assordante dell’amministrazione comunale, forse più interessata a fare incetta di incarichi politici che a preoccuparsi della città, Silvi è stata privata di un servizio fondamentale. Da inizio anno ad intervenire in caso di chiamata di emergenza, sono i soli volontari, lodevoli per il loro fondamentale impegno, ma privi del supporto specialistico infermieristico e medico. Appurato dello scippo a favore di logiche non note, ho immediatamente protocollato un’ interrogazione a risposta scritta al sindaco in cui si impegna lo stesso e tutto il consiglio comunale, affinchè la Regione e la Ausl di Teramo ripristini immediatamente il servizio fondamentale per la nostra comunità, abbiamo dato la piena disponibilità, anche come minoranza ad azioni congiunte affinchè tutto torni com’era».
Sulla questione il primo cittadino Andrea Scordella ha ipotizzato possibili azioni: «E’ bene specificare che l’operazione di ridimensionamento del servizio di primo soccorso in diverse città della regione, tra le quali la nostra, deriva dal “Programma di qualificazione della rete emergenza urgenze territoriali” approvato con decreto del commissario ad acta il 28 settembre 2015, quando assessore alla sanità era Silvio Paolucci e presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Dobbiamo ringraziare i dirigenti medici delle Asl che sono riusciti a ritardare di oltre quattro anni l’entrata in vigore del decreto commissariale. Da parte nostra consapevoli di non avere alcun potere o competenza per bloccare questa iniziativa al momento non più rinviabile, ci stiamo muovendo già da alcuni mesi per sollecitare in Regione una revisione del decreto in questione e una rivisitazione da parte del Governo centrale del Dpr 27/1992, che ha determinato i livelli di assistenza sanitaria di emergenza che sono alla base delle determinazioni commissariali che hanno, di fatto, creato una situazione di grave disagio sia per i responsabili e il personale addetto al 118, che non sono in grado di intervenire con la massima tempestività, sia per le persone che si trovano in situazioni sanitarie di emergenza».
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