Amianto, c’è l’ordine di bonifica Scatta il sequestro del capannone

Attività lavorativa interdetta, divieto di lavaggio di tutte le aree esterne in un’area di 500 metri La Coldiretti teme per la raccolta delle olive: «Il settore è già penalizzato, servono risposte chiare»
PINETO. L’inchiesta della Procura muove i primi passi con il sequestro del capannone distrutto (atto dovuto per garantire lo stato dei luoghi) e dalla Asl arriva l’ordine di bonifica immediata dell’amianto conseguenza delle lastre di eternit presenti nel tetto: accertamenti giudiziari e provvedimenti amministrativi scandiscono la fase successiva ai momenti di paura ed emergenza per il maxi rogo che lunedì pomeriggio è divampato alla Kemipol, azienda di Scerne di Pineto che produce solventi e diluenti.
La Procura (il pm Silvia Scamurra è il titolare del fascicolo contro ignoti )indaga per incendio colposo con deleghe già assegnate a carabinieri e vigili del fuoco per acquisizione di documentazione varia. Ieri mattina i tecnici della Asl hanno fatto il sopralluogo per il caso legato all’amianto e hanno disposto l’immediata bonifica dell’area e di quelle circostanti a carico dell’azienda. Disposizioni contenute nell’ordinanza che, a questo proposito, è stata disposta dal sindaco di Pineto Alberto Dell’Orletta prevedendo il divieto di lavaggio di aree circostanti in un raggio di azione di 500 metri. L’attività di bonifica, infatti, non riguarda solo lo stabilimento Kemipol ma anche quelli circostanti sulle cui aree esterne possono essersi depositate le polveri: da qui il divieto di lavaggio. La stessa Asl ha interdetto l’attività lavorativa nello stabilimento Kemipol fino a quando non sarà ultimata l’attività di bonifica dell’amianto. E sempre in merito all’amianto questa mattina è prevista un’apposita attività di accertamento dei tecnici dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale, con prelievi in tre punti diversi. Sui divieti, ancora in corso, relativi alla raccolta e al consumo di prodotti agricoli, il direttore della Coldiretti Teramo ed Abruzzo Roberto Rampazzo evidenzia come lo stop prolungato ai raccolti, specie quella delle olive «sarebbe deleterio». «Confidiamo molto nei risultati delle analisi Arta», dice Rampazzo, «e speriamo che tutti i valori possano rientrare nella norma. Anche se si tarda un paio di giorni nella raccolta di olive non casca il mondo, se invece le ordinanze dovessero permanere fino alla fine di novembre sarebbe un problema serio. L’evento non è considerato calamità atmosferica, non ci sono rimborsi ed indennizzi per nessuno, c’è solo la rivalsa verso le assicurazioni qualora stipulate dagli agricoltori. C’è da dire che dopo la raccolta le olive queste subiscono processi di trasformazione dopo giorni e nell’olio la rimanenza tossica dovrebbe sparire. Siamo sempre per la sicurezza alimentare e la salubrità dei cibi, molte volte però mangiamo prodotti che vengono da fuori confine senza alcun controllo e che ritroviamo nei nostri supermercati». Alberto Italiani, della sezione Coldiretti di Atri, aggiunge: «Ci stanno telefonando molti agricoltori preoccupati. Anche chi fa i mercati non sa che fare e rischia di far macerare sui terreni i prodotti. Per questo esortiamo una maggiore chiarezza su tale tema da parte delle autorità».
Nel frattempo il segretario provinciale della Cgil, Pancrazio Cordone, ha chiesto un incontro al prefetto e agli enti locali sul caso. «Questo», scrive Cordone, «per valutare e chiarire quali sono le azioni adottate dagli organi competenti, tese a salvaguardare la salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori ricadenti in quell’area. La richiesta nasce dalla necessità di conoscere i risultati delle analisi condotte sulla salute pubblica e nei luoghi di lavoro, e quali siano, e soprattutto come si determinano le “esigenze produttive” riportate nella ordinanza che comporterebbero o meno la sospensione delle attività nel raggio di 500 metri. Riteniamo fondamentale una tempestiva convocazione, per garantire una gestione efficace dei rapporti tra attività produttive, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), con particolare attenzione ai potenziali rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro.
(ha collaborato
Domenico Forcella)
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