Ammanco, scattano i decreti ingiuntivi

10 Maggio 2018

Caso buoni pasto, il Comune di Tortoreto vuole recuperare dai privati che vendevano i tagliandi i 160mila euro spariti

TORTORETO. Il Comune di Tortoreto chiede indietro ai privati i 160mila euro dell’ammanco dei buoni pasto. Sono partiti nei giorni scorsi dal municipio, infatti, i decreti ingiuntivi diretti agli ex rivenditori autorizzati alla vendita dei tagliandi per le mense scolastiche, finiti nella bufera nei mesi scorsi dopo la scoperta delle somme non versate nelle casse comunali dal 2012 al 2017. A loro, l’ente aveva già dato alcune settimane di tempo per rientrare del debito, evidentemente senza riscontro. Le nuove missive di ingiunzione del legale del Comune, ad ogni modo, seguono un percorso autonomo rispetto alle due inchieste, una giudiziaria ed una amministrativa, attivate nei mesi scorsi per far luce sulla vicenda. L’inchiesta principale è quella della Procura, che a metà aprile ha avviato l’indagine con l’accusa di peculato diretta proprio nei confronti dei due privati. L’inchiesta amministrativa è quella portata avanti dalla commissione consiliare di vigilanza guidata da Riccardo Straccialini del Movimento 5 Stelle, che ha già ascoltato alcuni dipendenti comunali e che ha in programma di convocare anche ex amministratori. Quello che ancora non è stato chiarito della vicenda, infatti, è come il buco nei conti si sia potuto allargare per cinque anni, nonostante le segnalazioni arrivate da più parti, persino dalla politica con ex amministratori e membri delle opposizioni, negli anni immediatamente successivi al 2012, quando il buco nelle casse comunali aveva dimensioni estremamente ridotte rispetto a quello di oggi. Cinque anni in cui si sono avvicendate diverse amministrazioni comunali alla guida della città, da quella Monti, quella Richi, alla gestione commissariale, fino a quella dell’attuale sindaco Domenico Piccioni insediatasi l’estate scorsa. A rendere pubblico l’ammanco, a fine 2017, è stato proprio il sindaco Piccioni che, dopo gli accertamenti di controllo svolti dagli uffici sui conti comunali, ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri e ha modificato improvvisamente le modalità di vendita dei buoni pasto per le mense scolastiche, sostituendo i rivenditori storici protagonisti dell’ammanco con uffici pubblici. In una riunione del consiglio comunale del dicembre scorso, il sindaco ha anche fornito alcuni dettagli sulle somme e sui tempi dell’ammanco: il debito accumulato nel biennio 2012-2014 ammonterebbe ad oltre 40mila euro; altrettante le somme mancanti riferite al biennio 2014-2016, mentre il restante tra il 2016 e novembre 2017, per un totale di oltre 156mila euro. Somme fondamentali per il Comune di Tortoreto, alle prese con la necessità di far quadrare i conti di un bilancio troppo stretto per le esigenze cittadine.
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