Analisi gratis per scoprire epatite e Hiv

13 Dicembre 2017

In un anno sono state 475 le persone che in maniera anonima hanno fatto il test. Scoperte infezioni nel 9,5% dei casi

TERAMO. Un progetto per arrivare alla diagnosi precoce di malattie che possono rimanere silenti anche per anni. Sono malattie sessualmente trasmissibili, e non solo: Hiv, epatite B e C e sifilide.
Per illustrare i risultati del progetto si terrà venerdì alle 9,30 nell’aula convegni del Mazzini “Hiv, insieme per una diagnosi precoce”un incontro rivolto non solo ai medici, ma anche alle associazioni che operano sul territorio e che possono essere interessate.
«E’ un progetto molto utile per arrivare a una diagnosi precoce di alcune malattie, prima che insorgano i sintomi», spiega Pierluigi Tarquini, responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Teramo, «in sostanza nel caso dell’epatite B e dell’Hiv una diagnosi precoce aiuta a tenere sotto controllo la malattia, mentre nel caso di epatite C e sifilide aiuta a guarire in tempi rapidi e senza danni».
Sottoporsi alle analisi è facilissimo: basta prenotare il test sul sito www.failtestanchetu.it. L’analisi è gratis ed è garantito il più totale anonimato, non viene chiesto nemmeno un documento o la tessera sanitaria quando ci si reca in ospedale per il prelievo, per cui si può usare uno pseudonimo.
L’anno scorso sono stati eseguiti nel reparto di malattie infettive di Teramo 475 prelievi, il numero più alto in regione dopo Pescara. Dall’inizio del progetto, nel 2014, in Abruzzo sono stati fatti circa diecimila prelievi. E la percentuale di infezioni rilevate si aggira sul 9,5%. In particolare è stata rilevata l’Hiv nello 0,7% dei casi, l’epatite B nel 3,2%, l’epatite C nell’1,9% e la sifilide nel 3,6%.
Il numero dei prelievi è aumentato nel 2016 per l’arrivo in provincia di migranti: il reparto di malattie infettive è stato infatti in stretto contatto con i Cas.
«Dal 2014», spiega Gabriella Girinelli, la psicologa coordinatrice del progetto, «è stata svolta un’azione di sensibilizzazione nelle scuole superiori, nelle classi quarte e quinte in tutta la provincia. Abbiamo fatto incontri anche con gli studenti universitari. E con l’associazione “On the road”, facendo prelievi a domicilio sulle donne vittime di tratta e costrette a prostituirsi». In caso venga scoperta un’infezione c’è una presa in carico del paziente, da parte del reparto, anche dal punto di vista psicologico.
«Essendo malattie asintomatiche, dopo un comportamento a rischio è importante farsi un controllo», aggiunge Girinelli, «nel caso dell’Hiv, che è responsabile dell’insorgenza dell’Aids, il 60% delle nuove trasmissioni del virus è causata da persone non consapevoli di essere infette che continuano ad avere rapporti sessuali non protetti con altri partner».
Per veicolare ancor più efficacemente l’invito a sottoporsi allo screening, il reparto ha organizzato una mostra fotografica e un video, grazie alla preziosa collaborazione con un fotografo amatoriale, Paolo Di Giosia, un tecnico del servizio trasfusionale. Una prima immagine-simbolo sarà già esposta al convegno del 15 dicembre, ma la mostra vera e propria sarà allestita a febbraio e saranno coinvolte anche le scolaresche.
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