Ancarano, chiuse le indagini per il rogo all’Italpannelli

19 Novembre 2016

ANCARANO. Ad otto mesi dall’incendio che ha devastato l’Italpannelli di Ancarano la procura chiude le indagini. Nei giorni scorsi il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha firmato l’avviso...

ANCARANO. Ad otto mesi dall’incendio che ha devastato l’Italpannelli di Ancarano la procura chiude le indagini. Nei giorni scorsi il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per i quattro indagati a cui viene contestato il reato di incendio colposo. Si tratta di tre operai della ditta esterna che il 29 marzo scorso, giorno dell'incendio, stavano effettuando dei lavori sul tetto e il legale rappresentante dell’azienda di Ancarano. L'incendio, che interessò una parte dello stabilimento che produce strutture prefabbricate in acciaio, legno lamellare e cemento, venne causato, questo secondo una prima ricostruzione degli investigatori e che è alla base del fascicolo aperto, da una scintilla partita dalla fiamma ossidrica in uso a due operai impegnati in lavori di saldatura sul tetto. Operai dipendenti di una ditta esterna, indagati già all'indomani del fatto per incendio colposo e che hanno già risposto alle domande degli investigatori delegati dall'autorità giudiziaria. Un'accusa, quella dell'incendio colposo, che il sostituto procuratore – a seguito di ulteriori accertamenti – contesta anche ai vertici della Italpannelli e della ditta esterna che nelle rispettive vesti avrebbero dovuto vigilare e garantire la sicurezza durante l'esecuzione di quei lavori in corso sul tetto dello stabilimento. Per poter domare il grande incendio, che causò danni ingenti all'interno dello stabilimento, i vigili del fuoco furono costretti a lavorare per diverse ore in condizioni estremamente difficili. Nelle operazioni di spegnimento, inoltre, rimase ferito anche un vigile del fuoco del comando di Teramo. (d.p.)

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