Ancarano, incendio Italpannelli: in arrivo i primi indagati

6 Aprile 2016

Vertice in procura dopo le fiamme che hanno divorato lo stabilimento, nessun allarme ambientale per le coltivazioni

TERAMO. E’ un fascicolo che prende forma nelle mani del pm Stefano Giovagnoni e che già dai prossimi giorni vedrà iscritti i primi indagati per incendio colposo quello aperto dalla procura dopo l’incendio alla Italpannelli di Ancarano. L’obiettivo del pm, tra summit e sopralluoghi, è quello di delineare le varie responsabilità: le cause dell'incendio sembrano ormai chiare e legate ad alcuni lavori di saldatura che una ditta esterna stava effettuando sul tetto dello stabilimento.

Giovagnoni, insieme al procuratore Antonio Guerriero, ieri mattina ha incontrato vigili del fuoco, carabinieri, rappresentanti di Arta, Asl e istituto zooprofilattico, uomini della Forestale per un primo esame dei dati raccolti: nel corso dell’incontro sono stati ufficializzati i risultati degli esami fatti sulla qualità degli ortaggi campionati e che hanno escluso ogni tipo di inquinamento. Dati che si aggiungono a quelli già arrivati nei giorni scorsi sulla qualità dell’aria e che non hanno evidenziato nessun allarme ambientale. Mancano ancora i dati sui foraggi e sul latte. «Ho provveduto a sollecitare l'invio di questi risultati al fine di poter ricevere conferma ed eventualmente valutare l'adozione di tutti gli atti necessari. Mi auguro celerità nelle risposte» afferma il sindaco di Ancarano Angelo Panichi. Oltre ad Ancarano, il divieto di raccolta di colture e ortaggi riguarda i comuni nel raggio di cinque chilometri dalla Italpannelli.

Nel pomeriggio il summit voluto dal magistrato si è spostato nello stabilimento di Ancarano dove da qualche giorno è ripresa l’attività produttiva. Il pm ha autorizzato la messa in sicurezza della zona andata a fuoco: i lavori inizieranno entro brevissimo tempo e per farli l’azienda si è rivolta ad una società specializzata, la stessa che è intervenuta dopo l’incendio divampato l’anno scorso in un terminal dell’aeroporto di Fiumicino. Per ora, nonostante la richiesta avanzata dall’azienda, non ci sarà nessun dissequestro dell’area. Anche perchè le indagini sono nella fase iniziale: nei prossimi giorni, proprio per ricostruire nei minimi particolari quello che è successo una settimana fa nello stabilimento di Ancarano, sarà usato un drone che dall’alto raccoglierà ulteriori dati da utilizzare nell’ambito delle indagini avviate dalla procura teramana. Indagini che nel frattempo vanno avanti: nei giorni scorsi i carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, guidati dal maresciallo Mario De Nicola, su delega del pm, hanno ascoltato sia coloro che quel giorno stavano lavorando sul tetto sia i responsabili dell’azienda. E’ in corso anche l’acquisizione di documentazione varia.(d.p. e a.d.p.)

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