Anche i comitati di quartiere contro la chiusura del traforo

13 Maggio 2019

TERAMO. Anche il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo interviene contro la paventata chiusura del traforo del Gran Sasso, chiedendo a Strada dei Parchi di revocare il provvedimento...

TERAMO. Anche il coordinamento dei comitati di quartiere di Teramo interviene contro la paventata chiusura del traforo del Gran Sasso, chiedendo a Strada dei Parchi di revocare il provvedimento annunciato per il 19 maggio. «La vicenda giudiziaria per le presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali ed il sistema di condutture delle acque», scrive in una nota il presidente del coordinamento Domenico Bucciarelli, «non può essere fata pagare all’intero Abruzzo ed in particolare alla collettività teramana. Chiudere il tunnel significa nei fatti e nella sostanza isolare Teramo dal suo più importante bacino, che è Roma, con gravi danni per l’economia. Vietare l’utilizzo della A24 significherebbe soprattutto recare un danno gravissimo ad un territorio già duramente colpito dai terremoti. L’autostrada è un bene pubblico, quindi dei cittadini, e pertanto non può essere usata dai gestori per problematiche non contrattualizzate, pena la revoca della concessione». Bucciarelli ritiene che le forti reazioni di tutte le forze politiche abruzzesi, delle istituzioni locali, in primis dei sindaci di Teramo e dell’Aquila, «che hanno ben interpretato la volontà degli amministrati siano sufficienti da sole a far recedere la Strada dei Parchi dalla improvvida intenzione manifestata. Sulla questione del Gran Sasso si è dell’avviso che si debba procedere ad emettere un decreto ad hoc, con la nomina di un commissario e con la predisposizione di un importante finanziamento volto a garantire la salubrità delle acque sorgive, in quanto la tematica ha assunto oramai un rilievo di tipo nazionale». Il coordinamento, dei comitati di quartiere si dice disposto, in raccordo con le istituzioni locali, «alla convocazione di assemblee permanenti di residenti che, nel caso di mancata revoca da parte della Strada dei Parchi, dovrebbero sfociare in manifestazioni pubbliche. Non staremo con le mani in mano a guardare i soprusi di qualche signore. Ci auguriamo che prevalga il buon senso».