Anche Mistichelli passa al gruppo misto

16 Luglio 2024

Tensioni nella maggioranza, a Core e Falini di Insieme Possiamo si aggiunge l’eletto in Teramo Vive

TERAMO. Una maggioranza in cerca di equilibrio. Quella del sindaco Gianguido D'Alberto continua a far parlare di sé: lo scacchiere resta numericamente immutato ma le posizioni cambiano, con ripetute uscite di consiglieri dai gruppi civici nei quali erano stati eletti. Ad aprire le danze è stato il consigliere Andrea Core (ex assessore nella passata consigliatura) che, in rottura col suo gruppo storico Insieme Possiamo, è confluito nel gruppo misto, seguito a ruota dalla consigliera Sara Falini, anche lei ex assessora nel primo D'Alberto e fra le fondatrici di Insieme Possiamo. Ora al gruppo misto si aggiunge un terzo ex assessore di D’Alberto, Simone Mistichelli, in rotta di collisione da qualche mese con i colleghi di Teramo Vive (Michele Raiola e Deborah Fantozzi). Teramo Vive è la lista dell'ex assessore Valdo Di Bonaventura, rimosso dal sindaco nel recente rimpasto di giunta. Circostanza, questa, che ha acuito le frizioni interne del gruppo. Mistichelli, in qualità di capogruppo di Teramo Vive, aveva espulso il collega Raiola nonostante il regolamento comunale non preveda azioni di questo tipo. Di Bonaventura, deluso dalle scelte di D'Alberto, aveva promosso una manifestazione davanti al Comune alla quale i “suoi” consiglieri non avevano preso parte: un'assenza che aveva spinto l'ex assessore ad invitarli a lasciare Teramo Vive.
Per giorni nulla si è mosso fino a ieri, quando Mistichelli ha annunciato il suo addio al termine, spiega in una nota, «di un lungo e approfondito periodo di riflessione», approdando al gruppo misto (che conta anche Alessio D'Egidio, consigliere di opposizione). Una decisione «che mi permetterà di lavorare con maggiore indipendenza per il bene della nostra comunità, affrontando le sfide che ci attendono con rinnovata determinazione. Il mio impegno per Teramo rimane totale e costante», spiega Mistichelli in una nota, «non farò mai mancare il mio apporto, sia in termini di partecipazione, sia in termini di attenzione, puntuale, all’azione di governo, offrendo come sempre il mio contributo di idee e di proposte».(v.m.)