Ancora zero contagi, 45 guariti a Castiglione

Il sindaco del Comune dell’ex zona rossa Val Fino: «Questi numeri dicono che il peggio è passato»
TERAMO. La tregua è nei numeri: anche ieri contagi zero nel Teramano e ricoveri stabili. Nei due ospedali di Teramo e Atri sono rimasti sette pazienti, di cui cinque al San Liberatore e due nella rianimazione del Mazzini. Scende anche il numero dei malati in sorveglianza sanitaria domiciliare ieri a quota 102. E in questo elenco di numeri da registrare quelli che arrivano da una cittadina come quella di Castiglione Messer Raimondo, ex zona rossa della Val Fino, che con le sue 14 vittime ha pagato il prezzo più alto: nelle ultime settimane i guariti sono stati 45. «Un numero importante», dice il sindaco Vincenzo D’Ercole, «ci aiuta a sperare che il peggio sia alle spalle». I positivi nel territorio comunale restano 65. Naturalmente D’Ercole invita i cittadini a seguire sempre le misure di prevenzione: «Continuiamo ad usare sempre la mascherina e manteniamo gli opportuni comportamenti per evitare che il virus possa continuare a diffondersi».
Il piccolo centro considerato la “Vò d'Abruzzo”, con i suoi 83 casi di Covid-19 e 14 morti su poco più di duemila abitanti, è stato in zona rossa fino allo scorso 24 aprile, quando la Regione, vista la relazione della Asl di Teramo che ha evidenziato miglioramenti nel quadro epidemiologico, ha interrotto le maggiori restrizioni nei cinque Comuni della Val Fino.
E ieri mattina, proprio a Castiglione, nuova raffica di tamponi: ne sono stati eseguiti 35, la gran parte per confermare la negatività accertata da un primo test. «Ci auguriamo», continua il primo cittadino, «di avere risultati buoni». Nei giorni scorsi, intanto,la giunta comunale ha deciso di esentare le imprese dal pagamento della Tari. «Abbiamo chiesto alle istituzioni sovracomunali uno sforzo e un aiuto per il nostro territorio», spiega D’Ercole, «per le nostre aziende e attività che stanno subendo in maniera ancora più dura le restrizioni dovute all'emergenza. Oltre a chiedere aiuto e a far sentire il nostro grido di allarme, ci siamo messi al lavoro con tutte le forze e abbiamo voluto dare una mano concreta alle attività del nostro territorio».
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