Aniem: «Imprese edili mai pagate»

Accuse al Consorzio di bonifica Nord: ritardi risalenti al 2015
TERAMO. Piccole imprese che attendono di essere pagate dal Consorzio Bonifica Nord per lavori eseguiti anche nel 2015. L’Aniem sollecita l’ente a pagare le imprese, che peraltro sono in affanno a causa dell’emergenza Covid.
«Su segnalazione di alcune imprese associate e a tutela dei loro diritti , abbiamo chiesto tramite Pec il pagamento dei crediti vantati dalle aziende nei confronti del Consorzio, ma dallo stesso dopo venti giorni neanche una risposta», spiega Alfonso Savini, direttore del Collegio costruttori, «ci risulta che ad oggi non sono stati pagati lavori eseguiti addirittura nel 2015, nonostante il Consorzio Bonifica Nord abbia già ricevuto le somme dedicate dalla Regione. Tali ritardi, già di per sé gravi, lo sono ancora di più se inseriti nell’attuale contesto socio economico che le aziende stanno vivendo. Parliamo di cifre che per il Consorzio potrebbero sembrare irrisorie ma che per le imprese sono di vitale importanza».
L’Aniem ricorda che a ogni livello istituzionale sono diversi gli atti normativi a sostenere le imprese in questo periodo di emergenza. La Regione, ad esempio, con la legge regionale 9 del 6 aprile 2020, ha previsto misure in favore delle micro, piccole e medie imprese operanti in Abruzzo, invitando al pagamento delle imprese appaltatrici direttamente contrattualizzate con la Regione, ma estendendo l’invito anche ad enti e organismi strumentali della Regione e di altri enti pubblici che siano soggetti attuatori. Quindi anche al Consorzio.
«Il Consorzio Bonifica Nord è solo l’ultimo di una lunga serie, i ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione continuano a essere un elemento di forte criticità per le imprese di costruzioni, secondo un’indagine, circa i due terzi delle imprese di costruzioni registrano ritardi medi nei pagamenti di 133 giorni (circa 4,5 mesi) dopo l’emissione degli stati di avanzamento Lavori, contro i 60 giorni previsti dalla normativa», sottolinea Savini, «tali ritardi non sono più tollerabili, come non è più tollerabile l’atteggiamento di questi enti che si trincerano dietro al silenzio, non degnandosi neanche di rispondere».

