Annullata dal Tar la nomina di Picardi

19 Novembre 2022

I giudici accolgono il ricorso di Di Florio motivando: «Aveva più titoli». Ma la sfida proseguirà al Consiglio di Stato

TERAMO. Il Tar del Lazio boccia la nomina di Ettore Picardi a procuratore della Repubblica presso il tribunale di Teramo, sancita il 6 dicembre del 2021 con delibera del Csm (Consiglio superiore della magistratura) e impugnata da Giampiero Di Florio, attuale procuratore di Vasto, che concorreva all'incarico. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di Di Florio, annullato la delibera e riaperto i giochi per il vertice della Procura aprutina, anche se Picardi presenterà certamente ricorso al Consiglio di Stato e quindi al momento resterà al suo posto.
La sfida fra i due magistrati aveva spaccato il plenum del Csm che si era espresso con 11 voti a favore di Picardi (all'epoca sostituto alla Procura generale dell'Aquila), nove per Di Florio (anche allora capo della Procura di Vasto) e cinque astensioni. Numeri che hanno portato a Teramo Picardi e al Tar lo sfidante. «Il ricorrente ha censurato il nucleo essenziale della comparazione operata dal Consiglio superiore della magistratura, deducendo che il Csm avrebbe sminuito il proprio profilo rispetto a quello del controinteressato e pretermesso la rilevanza ai fini della nomina degli indicatori specifici, quale lo svolgimento dell’incarico direttivo requirente, posseduto dal ricorrente ma non dal nominato», recita la sentenza del Tar, che ritiene fondata la doglianza. I giudici evidenziano che «la preferenza accordata al dottor Picardi e la valutazione di subvalenza del ricorrente, nonostante la sua prevalenza sotto il profilo dell’indicatore specifico (pregresse esperienze direttive e semidirettive in uffici omologhi per funzioni), non si pongono in linea con la normativa di riferimento e con i principi affermati dalla giurisprudenza sulla ponderazione degli elementi da considerare ai fini della nomina». La sentenza rileva che «il ricorrente possiede un’esperienza proprio in quelle funzioni tipiche che connotano il posto messo a concorso, mentre l’esperienza in secondo grado acquisita dal controinteressato, per quanto rilevante, presenta comunque caratteristiche eterogenee rispetto al ruolo da ricoprire, di modo che la prevalenza accordata non risulta sorretta da un adeguato supporto motivazionale».
Il Tar ha invece respinto un altro ricorso di Di Florio contro la nomina di Giuseppe Bellelli a procuratore capo di Pescara. I giudici hanno ritenuto che il Csm «ha dato conto delle ragioni per cui il controinteressato è stato ritenuto più idoneo, per attitudini e merito, all'incarico, sulla base di una motivazione che non presenta elementi di irragionevolezza o illogicità». (v.m.-d.v.)
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