Annunziata, sgomberata famiglia rom

Aveva occupato abusivamente la casa popolare assegnata a una donna anziana ricoverata da tempo in ospedale
GIULIANOVA. Aveva occupato abusivamente l’alloggio di un’anziana ricoverata a Villa Serena da giugno dello scorso anno la coppia di rom fatta sgomberare ieri mattina da un appartamento di via Lombardi con una operazione congiunta alla quale hanno preso parte carabinieri, polizia, vigili urbani, vigili del fuoco, un’ambulanza della Croce Rossa e gli addetti del Comune di Giulianova.
Prima dell’inizio delle operazioni, intorno alle 9 del mattino, si era tenuta una riunione in prefettura per analizzare la situazione e coordinare l’azione, poi è stato dati il via allo sgombero. Uno dei due rom, una donna originaria di Latina, ha cercato di opporsi dicendo di essere in stato interessante, ma non è stato possibile accertare se lo fosse davvero.
Già a giugno scorso, il sindaco Francesco Mastromauro aveva firmato un’ordinanza di sgombero urgente per l’occupazione illecita e i carabinieri, diretti dal capitano Domenico Calore, avevano fatto partire la denuncia per gli occupanti abusivi. I due abitavano nello stesso palazzo, in via Lombardi, nell’appartamento Ater del padre di lui, dove prima risiedevano. La donna però litigava continuamente con la suocera e dunque la coppia aveva approfittato dell’assenza dell’anziana residente alcuni piani sopra per sfondare la porta e occupare l’appartamento. Ricevuta l’ordinanza di sfratto, a giugno, i due rom si erano andati anche a lamentare dal vicesindaco Nausicaa Cameli, perché a loro il provvedimento non sembrava giusto. La tesi sostenuta dai due era che, vista l’incompatibilità caratteriale tra le due donne e il fatto che ci fosse l’alloggio lasciato vuoto dall’anziana ricoverata, non c’era nulla di male se si erano trasferiti lì. Il padre di lui aveva anche contattato telefonicamente, in maniera anche brusca, il vicesindaco per avallare questa tesi.
La coppia aveva quindi sfondato il portone e sostituito la serratura. In questi mesi, l’anziana ricoverata a Villa Serena per cure mediche, ha dovuto farsi ospitare da parenti quando, ogni 15 giorni, le era consentito di ritornare a casa. Ora l’alloggio le è stato restituito. Ieri mattina è scattata l’operazione di sfratto. Oltre allo spiegamento di forze dell’ordine c’erano anche gli addetti di una ditta di traslochi che ha atteso pazientemente che i due rom imballassero tutte le loro cose e poi ha provveduto a trasportare gli oggetti personali nell’appartamento al primo piano del padre di lui.
Come nelle migliori tradizioni rom, le operazioni si sono svolte mentre i due sfrattati sbraitavano contro le forze dell’ordine e il dirigente comunale Andrea Sisino.
«Questa esecuzione», si legge in una nota inviata dalla questura , «che segue il recupero di un altro immobile avvenuto nel novembre trascorso, prosegue sulla linea di consentire così di assegnare gli immobili di edilizia residenziale pubblica a chi veramente ne ha bisogno e che per tali motivi è nella graduatoria pubblica».
Lo scorso 25 novembre, infatti, le stesse forze dell’ordine riunite hanno portato a termina un’altra operazione di sfratto, sempre all’Annunziata e sempre ai danni di una famiglia rom. Secondo le verifiche patrimoniali effettuate, infatti, la famiglia è risultata proprietaria di una villetta a Cologna Spiaggia, di cui aveva l’usufrutto uno dei figli. I requisiti per l’assegnazione di una casa popolare per la famiglia rom, dunque, venivano a cadere.
Margherita Totaro
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