Antelli assolto per l’uso dell’auto Asl

27 Febbraio 2016

I giudici: il fatto non sussiste. Lo stesso pm nella requisitoria chiede il proscioglimento dell’ex direttore sanitario

TERAMO. E’ in una frase della requisitoria che il pm Davide Rosati racchiude il senso della sua richiesta di assoluzione per l’ex direttore sanitario della Asl Camillo Antelli imputato per il peculato dell’auto blu dell’azienda sanitaria. «C’è un assunto dimostrativo che non va al di là del ragionevole dubbio» dice Rosati. E ai giudici (presidente del collegio Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Enrico Pompei) servono poco meno di quindici minuti di camera di consiglio per emettere una sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste.

I fatti per i quali Antelli era finito a processo risalgono al 2011 quando, secondo l'accusa, per circa 7 mesi avrebbe utilizzato una Fiat Punto della Asl di Teramo per compiere il tragitto casa-lavoro. Un tragitto che, per la procura, non sarebbe dunque rientrato nell'utilizzo istituzionale del mezzo. Ma le accuse non hanno retto in aula, tanto che lo stesso pm, al termine della requisitoria e anche sulla scorta di quanto emerso dalle dichiarazioni rese in aula dai testi della difesa, ha chiesto l'assoluzione di Antelli assistito dall’avvocato Mauro Catenacci.

Antelli, che nel corso del processo si è sottoposto all’esame, si è sempre difeso sostenendo che «La macchina non era spesso a disposizione. Il problema a volte l’ho risolto andando con la mia macchina».

Secondo il sostituto procuratore Rosati, Antelli avrebbe utilizzato per sette mesi due Punto della Asl assegnate all’ufficio del direttore sanitario per compiere il tragitto fra la sua abitazione, a Giulianova, e la sede della Asl a Teramo. Un uso indebito, secondo il pm, poiché quelle auto doveva fare base nel parcheggio del palazzo della Asl in circonvallazione Ragusa, da utilizzarsi per gli spostamenti di servizio del direttore sanitario, e non per fare la spola fra Giulianova e Teramo, cosa che, secondo l’accusa, sarebbe avvenuta quasi quotidianamente nei sette mesi ai quali si riferisce l’inchiesta. L’inchiesta sull’ex direttore sanitario deriva dall’analoga indagine avviata dalla procura sull’ex direttore generale della Asl Giustino Varrassi, sempre per il presunto utilizzo illegittimo dell’auto di servizio dell’azienda sanitaria, e per cui in primo grado Varrassi è stato condannato a tre anni e due mesi. Mentre indagavano sugli spostamenti dell’Audi di Varrassi i carabinieri del reparto operativo provinciale avevano iniziato a monitorare anche i movimenti delle Punto che erano state assegnate, dal maggio del 2011, all’ufficio del direttore sanitario, e che avrebbero dovuto avere come base il palazzo di circonvallazione Ragusa. Nel corso degli accertamenti i carabinieri avrebbero verificato che il numero due dell’azienda sanitaria si sarebbe servito di quelle utilitarie per fare la spola tra casa e ufficio. Ma in aula, evidentemente, non si è formata nessuna prova.(d.p.)

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