Antincendio, la Asl cerca di risparmiare 20 milioni in 4 anni

25 Luglio 2015

TERAMO. Squadre antincendio negli ospedali: un affare da 4 milioni di euro all’anno. Alla Asl di Teramo a fine agosto scadrà l’appalto che affida all’esterno il servizio antincendio e il direttore...

TERAMO. Squadre antincendio negli ospedali: un affare da 4 milioni di euro all’anno. Alla Asl di Teramo a fine agosto scadrà l’appalto che affida all’esterno il servizio antincendio e il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, vuol vederci chiaro, visto anche che recentemente è cambiata la normativa al riguardo. Così ieri c’è stato un incontro con il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Riccardo Panzone.

Il nocciolo della questione è stato evidenziato l’altroieri dalla Fp Cgil: Amadeo Marcattili e Nunzio Algenj hanno ricordato che la Asl in passato ha formato centinaia di dipendenti (spendendo anche bei soldi, 600 euro ognuno) perchè il servizio si svolgesse “in house”, cioè senza appalti esterni. Poi però, in passato, la Asl ha deciso di appaltare all’esterno il servizio – interpretando in questo senso una legge in materia – e ora l’impresa che lo svolge ha assunto 40 persone. Che tramite il sindacato Confsal ha già diffidato la Asl a rinnovare l’appalto.

Ma la direzione generale vuol fare chiarezza, una volta per tutte. E probabilmente invierà in queste ore un quesito al comando nazionale dei vigili del fuoco e alla Regione per sapere se, anche alla luce della nuova legge in materia, gli addetti alla sorveglianza antincendio possono essere gli stessi dipendenti.

Infatti da calcoli eseguiti dalla stessa Asl appaltare all’esterno il servizio costerebbe 4 milioni all’anno, cioè venti milioni per un appalto quadriennale. Basti pensare che nel 2015 la Asl ha dovuto sborsare un milione di euro. In ballo c’è una montagna di soldi, che di questi tempi sarebbe fuori contesto spendere se l’incarico – ovviamente dietro compenso – può essere svolto dagli stessi dipendenti della Asl. D’altronde ne sono stati formati più di mille.

L’aspetto positivo di tutta questa situazione è che, una volta tanto, non c’è fretta: la Asl ha tempo fino ad aprile 2016 per organizzare i servizi e capire se è possibile “reinternalizzare” la sorveglianza antincendio. (a.f.)

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