Anziana abbandonata I due figli a processo

9 Luglio 2015

Con loro davanti ai giudici è finito anche l’amministratore di sostegno La donna malata morì in ospedale, la denuncia dei servizi sociali

TERAMO. Sono finiti a processo con la pesante accusa di aver abbandonato l'anziana madre malata e per questo incapace di badare a se stessa: i due figli di una donna teramana morta nel dicembre 2012 ieri mattina sono comparsi davanti alla Corte di assise insieme ad un terzo imputato che è l'amministratore di sostegno all’epoca nominato da un giudice tutelare. La donna, sofferente di varie patologie, era stata trovata in uno stato di abbandono e denutrizione e dopo qualche tempo era deceduta in ospedale.

Secondo la procura, il titolare del fascicolo è il pubblico ministero Silvia Scamurra, i tre con differente condotte avrebbero abbandonato l'anziana «lasciandola», si legge nel capo d’imputazione, «in uno stato di completo degrado fisico e morale ed omettendo, ciascuna in violazione dei propri obblighi di cura ed assistenza, di prestare idonea assistenza e cura morale e materiale alla donna».

Questo, sempre secondo l’accusa, «lasciandola in uno stato di degrado fisico e morale e, in particolare, omettendo, ciascuno in violazione dei rispettivi obblighi, di prestare idonea assistenza e cura all’anziana donna, nonchè di garantirle un’adeguata alimentazione ed igiene personale, come pure di sottoporla a trattamenti sanitari indispensabili (visite mediche, terapie farmacologiche, trattamenti di riabilitazione per fronteggiare un prolungato allettamento) per fronteggiare le condizioni di globale deterioramento psico-fisico (senz’altro tale da compromettere la capacità di autodeterminazione della donna) e mettendo così a repentaglio l’incolumità fisica della stessa rinvenuta in stato chachettico il primo dicembre del 2012 e deceduta anche a causa di tali condotte». Accuse circostanziate quelle che contesta la procura e che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento che si è aperto ieri mattina e che è stato aggiornato a settembre con l’audizione dei primi testi citati dalla pubblica accusa.

La Corte d’assise è competente in quanto il reato contestato ai tre è quello di abbandono di persone minori o incapaci a cui è seguita la morte di una persona.

A denunciare il caso furono i servizi sociali intervenuti dopo alcune segnalazioni sulle condizioni della donna. Che venne ricoverata in ospedale dove successivamente morì. Dopo la denuncia immediatamente scattarono le indagini della procura che indagò i tre e successivamente ne chiese il rinvio a giudizio. Richiesta accolta dal gup Giovanni de Rensis. (d.p.)

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