Anziana morta di Covid, tre indagati

Inchiesta per omicidio colposo. Fascicolo aperto anche per diffamazione dopo la denuncia della Asl contro Cecchi Paone
TERAMO. Per ora c’è un fascicolo con tre indagati per omicidio colposo a fare la prima cronaca giudiziaria di un caso teramano finito alla ribalta dei media nazionali nei giorni della seconda drammatica ondata della pandemia. È quello che nel novembre scorso denunciò pubblicamente l’avvocato Domenico Giordano, docente universitario teramano, sulla morte della 79enne mamma Vincenza Gullì uccisa dal Covid senza che, ha sempre sostenuto il figlio, fosse mai stata visitata a casa da un medico. L’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Andrea De Feis dopo la denuncia dei familiari della donna.
Il caso scoppiò nel novembre scorso quando l’avvocato teramano con un post su Facebook denunciò «un incubo fra menefreghismo, negligenze, rimbalzi di competenze e di responsabilità. Per venti giorni mai nessun medico (di base o della famigerata unità speciale) è mai venuto a dirci di cosa si trattasse. Mai nessuna cura per mio padre e medicinali dati a caso per mia madre. Per far arrivare una ambulanza ho dovuto smuovere le montagne». Sottolineando in più occasioni «l’inesistenza di una rete di assistenza sul territorio». Sulla vicenda, dopo la denuncia pubblica dell’avvocato, l’azienda sanitaria aprì una indagine interna per fare chiarezza e ricostruire i vari passaggi. Documentazione che, molto probabilmente, sarà acquisita anche nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che dopo l’iscrizione degli indagati muove i primi passi con l’obiettivo di accertare eventuali negligenze o violazioni.
Un caso, quello scoppiato nel novembre scorso dopo la denuncia dell’avvocato Giordano, subito approdato sulle tv nazionali. E in una trasmissione televisiva ci fu un violento scontro verbale tra il giornalista Alessandro Cecchi Paone e il direttore sanitario dell’Asl Maurizio Brucchi.
La Asl presentò una denuncia per diffamazione e anche su questo la Procura teramana (il titolare del fascicolo è sempre il sostituto procuratore De Feis) ha aperto un’inchiesta. I fatti finiti al centro della denuncia per diffamazione avvennero nel corso della trasmissione “Storie italiane” di Rai Uno con un acceso scontro tra Cecchi Paone e lo stesso Brucchi con il primo che lanciò accuse sul sistema sanitario locale sostenendo che «per questo siete diventati zona rossa» e con Brucchi che rispose dicendo «venga qui sul campo a vedere come si lavora tutti i giorni».
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