Anziana truffata, coppia condannata

Due anni e 2 mesi ciascuno a un uomo e una donna: hanno derubato la vittima con la scusa del figlio coinvolto in un incidente
TERAMO. Falsi parenti, falsi avvocati, falsi tecnici del gas, falsi caldaisti, falsi assicuratori e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Perché con l’età tutto diventa più difficile e difendersi spesso un’impresa impossibile. Così le truffe agli anziani non si arrestano anche se le risposte delle forze dell’ordine sono sempre più immediate. Come è successo in questo caso. L’epilogo giudiziario di primo grado è una condanna a due anni e due mesi ciascuno per un uomo e una donna accusati di aver derubato una 80enne di Torricella con uno degli stratagemmi più ricorrenti nelle truffe agli anziani: il figlio della vittima coinvolto in un incidente stradale, i soldi da pagare per non farlo incorrere in guai giudiziari e oggetti d’oro in cambio di contante qualora non ci fosse stata la disponibilità economica.
Ieri mattina Ciro Spina, 44 anni, e Teresa Franzese, anche lei 44 anni, entrambi campani, sono stati condannati al termine di un rito abbreviato (riduzione di un terzo della pena in caso di condanna) dal gup Lorenzo Prudenzano.
Secondo l’accusa, a giugno dell’anno scorso hanno messo a segno un colpo ai danni di un’anziana di Torricella a cui all’epoca furono portati via molti gioielli. Per l’autorità giudiziaria i due, successivamente identificati grazie anche alle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza in prossimità dell’abitazione della vittima, avrebbero chiamato la donna spacciandosi prima come avvocato e successivamente come un esponente delle forze dell’ordine. Durante la telefonata l’uomo le avrebbe detto che il figlio era stato coinvolto in un incidente stradale provocando il grave ferimento di un’altra persona. Per non incappare in guai sarebbe stato necessario consegnare 9mila euro a persona di sua fiducia che sarebbe andata nella sua abitazione. Qualora non avesse avuto il contante avrebbe potuto consegnare dei gioielli. «Oro», le aveva detto il truffatore, «depositato a titolo di garanzia». E l’anziana aveva consegnato tutti i gioielli che aveva in casa alla donna che le si era presentata in casa dicendole di essere stata inviata dall’avvocato che forniva assistenza a suo figlio e che stava andando in tribunale. Solo successivamente, quando l’anziana aveva parlato con i familiari, la scoperta di essere stata truffa e derubata in casa. Immediatamente la denuncia e successivamente le indagini che avevano trovato nelle immagini registrate da alcuni sistemi di videosorveglianza tracce della presenza dei due in prossimità dell’abitazione della vittima.
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