Anziane derubate in casa dalla banda dei falsi corrieri

29 Marzo 2019

Due colpi in città in pochi giorni, vittime raggirate con la scusa dei pacchi I malviventi si fanno consegnare 2500 euro, indagano i carabinieri

TERAMO. Due colpi in pochi giorni nel capoluogo a raccontare un’emergenza continua: quella delle truffe agli anziani. Con escamotage sempre diversi. Questa volta con malviventi pronti a fingersi corrieri arrivati per consegnare pacchi ai familiari delle vittime che sono due donne teramane di 80 e 85 anni. Nel primo caso il colpo ha fruttato 1500 euro, mentre nel secondo quasi mille. Perché mentre da anni si attende l’approvazione della norma che inasprisca le pene per questo genere di truffe, i raggiri continuano con numeri da bollettino di guerra. E i casi che arrivano nelle aule di tribunale, spesso per la difficoltà di indagini di questo genere, sono sempre pochi.
Dopo i falsi operai dell’Enel, i falsi medici, i falsi ispettori, i falsi avvocati pronti a raggirare e derubare ora ci sono anche i falsi corrieri espresso che già da qualche tempo sono in azione con colpi già messi a segno in altre zone della regione.
A Teramo nel giro di due giorni ci sono stati due episodi su cui indagano i carabinieri.Nel primo caso la vittima è una donna 80enne che, dopo aver detto tutto ai familiari, ha denunciato ai carabinieri. L’anziana ha raccontato di aver ricevuto a casa la telefonata di un uomo che successivamente si è presentato come un corriere che doveva fare una consegna urgente, sembra un computer, per il nipote. E ha raccontato anche di aver parlato con qualcuno «che aveva la voce di mio nipote e che mi ha detto che era tutto a posto e che potevo pagare». Quando l’uomo si è presentato nella sua abitazione l’anziana gli ha consegnato 1500 euro che il truffatore aveva chiesto come pagamento. L’amarezza quando, al rientro dei familiari, l’anziana ha scoperto che all’interno della scatola non c’era nulla.
Stessa tecnica, stessa scusa e probabilmente stessi autori anche per il colpo messo a segno il giorno dopo, sempre a Teramo, ai danni di un’altra anziana, una donna di 85 anni. Nel racconto fatto ai carabinieri la dinamica di una scena già vista. «MI hanno telefonato dicendo che dovevano consegnarmi un pacco per mio figlio», ha detto, «dovevano portare il pezzo di un computer. Era importante perché mio figlio ci lavora con il computer». Quando si sono presentati si sono fatti consegnare mille euro e hanno lasciato la scatola. Ma all’interno non c’era nessun pezzo di computer.
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