Anziani soli, il Comune ne segue più di cento

I servizi sociali assistono quelli non autosufficienti ma non tutti chiedono aiuto L’assessore Misticoni: «Molti sono diffidenti e hanno paura a farsi avanti»
TERAMO. E’ affidata solo alle brutte pagine di cronaca la voce dei tanti “invisibili” teramani, anziani, portatori di handicap, persone sole o che vivono in condizioni di degrado che non sanno gridare aiuto, ma che escono allo scoperto quando la rete dell’emergenza riesce ad attivarsi. E non sempre questo accade in tempo. Il caso dell’anziana di 82 anni strappata alla sofferenza dall’apparecchio salvavita dopo due giorni trascorsi a terra con un femore rotto prima che qualcuno si accorgesse del problema in pieno centro è solo una spia che ci mostra come un’altra Teramo, silente e bisognosa, esiste.
Ma ad accorgersene, al di là delle notizie di cronaca, sono ambiti ristretti, come quello dei servizi sociali del Comune, alle prese quotidianamente con le maglie di un bisogno che si allarga ma che spesso non emerge per pudore, discrezione, o vergogna. Valeria Cerqueti, responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Teramo spiega infatti che superano abbondantemente il centinaio gli anziani over 65 non autosufficienti assistiti dai servizi domiciliari, oltre alle persone disabili.
Persone monitorate costantemente dagli operatori che si occupano delle incombenze più svariate: una ricetta medica, l’igiene personale e della casa, la spesa. Persone bisognose che accedono al servizio poichè hanno un reddito Isee che non supera gli 11mila euro all’anno. Molti di loro non hanno nemmeno la possibilità di agganciare un’utenza telefonica fissa per attivare il telesoccorso. «Si tratta di un servizio», spiega Cerqueti, «che il Comune offre gratuitamente agli utenti che ne fanno richiesta. Una ditta specializzata, in caso di necessità, interviene a soccorrere gli anziani quando scatta il segnale di allarme, e avvertono il medico di famiglia collegato ma non solo. Gli operatori contattano ripetutamente durante il giorno queste persone assistite dai servizi sociali per accertarsi che stiano bene, e in alcuni casi si sviluppano veri e propri rapporti amicali».
Capita spessissimo – spiegano gli assistenti sociali – che quando un anziano è obbligato a stare qualche giorno fuori, magari per una visita a un parente lontano, avvertono gli operatori del telesoccorso, gli unici “amici” da avvisare per tranquillizzarli. Ma i fortunati sono pochissimi: appena 18 a Teramo sui tanti over 65 bisognosi perché sono gli unici che dispongono di una linea telefonica necessaria ad agganciare il servizio. Un altro spaccato di solitudine è offerto da quelle persone sole, che sono autosufficienti, ma prive di una rete familiare o di sostegno che le aiuti nelle piccole attività amministrative, incombenze burocratiche, o magari la semplice pratica di assunzione di una badante. «Sono persone che non lasciamo sole», spiega la responsabile dei servizi sociali», ma che segnaliamo alla procura che provvede alla nomina di un cosiddetto “amministratore di sostegno” per il disbrigo delle pratiche più svariate. Stessa cosa avviene per quelle persone in stato di indigenza a cui il Comune concede un contributo per l’accesso alla casa di riposo, 15 casi.
«Non abbandoniamo nessuno, cercando di mantenere standard elevati nell’attenzione riservata al sociale», dichiarato l’assessore Valeria Misticoni. «Un attenzione che negli anni ha permesso di costruire progetti di grande valore sociale come quello di “Teramo città in…superabile”. Una fortunata iniziativa ideata dall’ex assessore Giorgio D’Ignazio e che portiamo avanti volentieri a favore delle persone disabili che vengono accompagnate dagli operatori a disposizione per una passeggiata, un caffè al bar, una proiezione al cinema. Tutto a carico del Comune».
«Molti anziani», conclude l’assessore, «sono diffidenti, tendono a isolarsi per paura e non chiedono aiuto. Tentiamo di arrivare a tutti, ma immaginiamo che ci sono tante sacche sociali fatte di solitudine e bisogno che non riescono a intercettarci, dunque a chiedere aiuto. La sfida è arrivare anche a loro».
Marianna De Troia
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