Appalti alla Asl, il pm chiede pene per sette anni

30 Maggio 2015

L’ex manager Molinari e due imprenditori imputati per il global service La pubblica accusa contesta a tutti e tre la frode nelle pubbliche forniture

TERAMO. E’ con la richiesta di una condanna complessiva a sette anni e quattro mesi per i tre imputati che il pm Davide Rosati chiude la sua requisitoria nel processo in corso sull’appalto per il cosiddetto global service, le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli edifici della Asl.

Gli imputati sono l’ex direttore generale della Asl di Teramo Mario Molinari, per cui il pm ha chiesto un anno e quattro mesi, e gli imprenditori Sauro Marcucci di Ancona ed Ezio Iervelli di Teramo per cui la pubblica accusa ha chiesto tre anni ciascuno. Per tutti l’accusa è quella di frode nelle pubbliche forniture. Secondo l'indagine, condotta dal pm Rosati, dal 2004 al 2011 l'azienda sanitaria avrebbe ricevuto un danno di circa un milione di euro per servizi che sarebbero stati pagati ma non erogati.

A presentare la denuncia, sia penale che in sede civile, era stato l’ex direttore generale Giustino Varrassi, successore di Molinari, subito dopo il suo insediamento.

Secondo la ricostruzione fatta dalla procura nel 2004 l'associazione temporanea d'imprese il cui rappresentante legale è Marcucci dà vita alla Sidi srl il cui amministratore unico è Iervelli. Nello stesso anno la società partecipa ad un bando di gara dell'Asl di Teramo per un global service: si tratta di un contratto per enti pubblici che permette di affidare a società esterne la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura delegando al privato vari aspetti. La società si aggiudica l'appalto per cinque anni per un importo complessivo che sfiora i 5 milioni di euro e la Asl delega alcuni dirigenti a fare dei controlli. A farli è un dipendente dell'ufficio tecnico che a partire dal 2005 verifica, mettendolo per iscritto, che l'appalto non viene rispettato: scrive di omesse manutenzioni, dell'utilizzo di personale non qualificato e inferiore di numero a quello indicato, dell'assenza di personale al lavoro, del malfunzionamento degli impianti elettrici e della centrale termica, dell'omessa installazione di maniglie antipanico sulle scale di emergenza. Nel 2008, quindi tre anni dopo, la Asl istituisce una commissione di vigilanza che, nero su bianco, riscontra la veridicità delle segnalazioni. Secondo la procura, però, nonostante questo alla scadenza naturale del contratto d'appalto, nel 2009, l'Asl rinnova per un altro anno l'appalto. E nel 2010 il contratto viene prorogato di un altro anno.

Nell’indagine inizialmente venne indagata anche l’attuale direttore sanitario della Asl Maria Mattucci, all’epoca nella sua veste di direttore sanitario dell’ospedale di Atri. Il dirigente, che a differenza degli altri ha scelto il rito abbreviato, nel 2013 è stata assolta per non aver commesso il fatto dall’accusa di frode nelle pubbliche forniture e perché il fatto non sussiste da quella di rifiuto d’atti d’ufficio. Per l’ex manager Molinari, Marcucci e Iervelli prossima udienza l’11 giugno per le ultime arringhe difensive. In quella data il collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Franco Tetto e Enrico Pompei) potrebbe entrare in camera di consiglio per la sentenza.(d.p.)

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