Appalti, bufera sui rilievi Anac: scambio di accuse in Comune

26 Gennaio 2023

Quintiliani (Futuro in): «Smascherata la finta superiorità morale, sindaco e giunta chiedano scusa» D’Alberto: procedure regolari nel triennio 2019-2021, pronti ulteriori chiarimenti per l’Anticorruzione

TERAMO . Il caso appalti sollevato dall’Anac scatena un confronto a distanza tra opposizione e giunta che proietta il Comune in pieno clima pre-elettorale. Il richiamo dell’Autorità nazionale anticorruzione ai troppi affidamenti diretti, tra l’altro a un ristretto numero di ditte, per la gestione dei lavori pubblici secondo “Futuro in” è la tomba della «tanto sbandierata superiorità amministrativa e morale» da parte del sindaco Gianguido D’Alberto. Immediata la replica di quest’ultimo che taccia l’uscita del gruppo di opposizione come «ennesima figuraccia» dovuta al fatto di non «avere contezza delle carte».
LE BORDATE AL SINDACO
«Non poco sgomento» esprime Giovannibattista Quintiliani, ex consigliere e coordinatore comunale di “Futuro in” per «l’indagine condotta dalla guardia di finanza che ha determinato l’Anac a contestare l’operato del Comune a guida D’Alberto, per la violazione dei principi di economicità ed efficacia dell’agire della pubblica amministrazione». Il rappresentante cita i rilievi mossi dell’Autorità in riferimento a «condotte che avrebbero favorito, nell’assegnazione di opere pubbliche, sempre la stessa platea di imprese mortificando così la trasparenza e violando i più basilari principi del libero mercato». Quintiliani non risparmia le bordate. «Se si trattasse di un gioco tra bambini dovremmo esclamare: tana», afferma, «ma ci troviamo a commentare l’operato di quella giunta che per bocca dello stesso sindaco ha abusato della parola trasparenza. Teramo, suo malgrado, scopre che il poco fatto è stato realizzato in danno alla res pubblica». Il coordinatore di “Futuro in” ricorda un D’Alberto «barricadero» negli in cui era all’opposizione, definendolo un «signor No» pronto a contestare ogni atto della passata amministrazione. «Ritrovo un sindaco che per giustificare il favor contestato dall’Anac ricorre alle infantili motivazioni per cui gli appalti sarebbero partiti da settori dell’amministrazione diversi che tra loro non comunicano», afferma, «oppure che il bonus 110 avrebbe impedito l’allargamento della platea delle imprese da invitare». Sindaco e giunta, insomma, «si dovrebbero vergognare e chiedere scusa ai teramani».
La replica di D’Alberto
Il primo cittadino contrattacca ribaltando le accuse. Lo fa citando uno stralcio della nota dell’Anticorruzione in cui viene riportato che «dalle indagini emergevano varie anomalie afferenti la gestione di alcuni appalti di lavori negli anni 2016-2018, in relazione ai quali si evidenziava la prassi del Comune di affidare diversi appalti allo stesso operatore economico, anche grazie a un artificioso frazionamento degli stessi che consentiva di procedere tramite affidamento diretto per appalti aventi a oggetto contratti sotto soglia comunitaria». A detta del sindaco, dunque, l’inchiesta a cui fa riferimento Quintiliani riguarda «anni nei quali “Futuro in” era il gruppo maggioritario del governo cittadino». Il richiamo dell’Anac, però, chiama in causa gli appalti del triennio 2019-2021. Per D’Alberto si tratta di «rilievi rispetto ai quali l’amministrazione, nell’interlocuzione con l’Anticorruzione, sta preparando ulteriori controdeduzioni». Il sindaco e il suo vice nonché assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari difendono l’operato dell’amministrazione. «Tutte le procedure portate avanti in questi anni sono state svolte nel totale rispetto della normativa», affermano, «va precisato che su 42 appalti solo 19 sono stati aggiudicati con affidamento diretto, nel pieno rispetto delle previsioni di legge. Inoltre la ricognizione dell’Anac, sotto il profilo dell’attività svolta, mette insieme l’attività di tre anni, e questo non permette la corretta contabilizzazione degli appalti». I due amministratori evidenziano che «nel periodo di riferimento, grazie alla straordinaria mole di lavoro che sta cambiando il volto della città sono cresciuti affidamenti di servizi e lavori, molti dei quali in un contesto normativo derivante dalla doppia emergenza terremoto e Covid».
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