Appalti in Provincia, quattro indagati

19 Maggio 2018

Sotto accusa il consigliere alla Viabilità, Scarpantonio, due imprenditori tra cui Di Eleuterio e un funzionario dell’ente 

TERAMO. «Accordi illeciti» li definisce il pm Luca Sciarretta nel decreto di perquisizione. Perché è ancora in un amalgama di presunte aggiudicazioni pilotate, imprenditori, dipendenti pubblici e politici accusati di corruzione che nasce l’ennesima inchiesta sugli appalti pubblici nel Teramano. Che parte da quelle 140mila ore di intercettazioni Castrum. Prima tappa la Provincia dove nei giorni scorsi la Finanza ha acquisito documentazione, ma questo filone ha già toccato altri enti locali. Soprattutto Comuni. Con pesanti accuse che, al momento, restano da dimostrare.
GLI INDAGATI. Gli indagati, in questa fase, sono il consigliere provinciale delegato alla viabilità Mauro Scarpantonio (attuale candidato nella lista “Insieme per Controguerra” dove si vota per il rinnovo del consiglio comunale e dove Scarpatonio è stato per molti anni sindaco); l’imprenditore edile Armando Di Eleuterio, che è anche presidente regionale dell’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori) coinvolto in un primo momento nell’inchiesta Castrum e poi archiviato dal gip su richiesta della stessa Procura; l’imprenditore edile Diego Di Sabatino e il funzionario del settore viabilità della Provincia Dario Melozzi.
IL DOCUMENTO. Le accuse contestate sono la corruzione in atti propri, l’abuso d’ufficio e la turbata libertà degli incanti in concorso. «Per avere in concorso morale e materiale tra loro e nelle rispettive qualità e pubbliche funzioni esercitate», si legge nel decreto di perquisizione, «preso accordi illeciti tra loro e con ulteriori soggetti privati e pubblici ufficiali in corso di identificazione, in ordine alle rilevanti commesse pubbliche garantite negli ultimi anni dalla Provincia di Teramo alle società riconducibili agli indagati Di Eleuterio Armando e Di Sabatino Diego, in alcuni casi frutto di previ illeciti accordi o comunque di condotte collusive attuate dai suddetti imprenditori in concorso con altri imprenditori edili del territorio». Il pm nel decreto di perquisizione definisce ancora «verosimili plurimi interessamenti di Scarpantonio Mauro relativamente a pratiche amministrative interessanti Di Eleuterio Armando e pendenti presso il Comune di Controguerra». I recenti sequestri, oltre che in alcuni uffici della Provincia dove è stata acquisita della documentazione, hanno riguardato anche alcuni oggetti di proprietà degli indagati come computer e telefonini.
LA PROVINCIA. Così il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino: «Ho assoluto rispetto del lavoro degli inquirenti e del pm ma anche massima fiducia nell'operato del settore e del consigliere conoscendo bene sia la mole di attività sia le condizioni in cui viene svolta, negli ultimi anni sempre in assoluta emergenza a causa del succedersi di calamità naturali. Voglio ricordare che la comunicazione di avvio di indagini è un atto dovuto a tutela di chi viene sottoposto al procedimento e che nella gestione degli appalti, come è facilmente verificabile, non ci sono imprese predominanti e c’è un’assoluta e facilmente verificabile rotazione degli affidamenti».
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