Appalti, indagine sul direttore dell’Ater

Per Di Timoteo l’ipotesi è abuso d’ufficio: presunti favori ad alcune imprese per i lavori urgenti
TERAMO. C’è un’inchiesta su presunte irregolarità degli appalti dell’Ater nel periodo 2010-2014, nella quale risulta indagato per abuso d’ufficio il direttore dell’ente Lucio Di Timoteo. Nell’ambito di questa inchiesta, che è condotta dalla guardia di finanza e coordinata dal sostituto procuratore Davide Rosati, nei giorni scorsi sono stati acquisiti dei documenti nella sede di via Roma. Non è certo se si tratti di un’inchiesta nuova, partita di recente, o – come sembra più probabile – del prosieguo dell’indagine sulla gestione dell’Ater partita nel giugno 2012 con un maxi blitz delle fiamme gialle. e dei carabinieri, che all’epoca rimasero nove ore negli uffici sequestrando un’enorme mole di documenti.
Un filone di quell’inchiesta, quello che riguardava presunti abusi nella gestione del personale e vedeva coinvolto l’ex amministratore unico (dal 2009 al 2013) Marco Pierangeli, è stato archiviato – su stessa richiesta del pm – nella primavera scorsa. Il filone sugli appalti, evidentemente, è rimasto invece aperto (forse per via di una denuncia presentata da qualcuno più di recente) e chiama in causa inevitabilmente il direttore di quello che una volta era l’Istituto case popolari. Tocca al direttore, infatti, appaltare i lavori e in particolare quelli con procedura di somma urgenza, necessari quando nelle case Ater si verificano guasti, rotture, incendi o danni causati da eventi atmosferici. In questi casi bisogna intervenire subito per tutelare la pubblica incolumità o il patrimonio dell’ente e non si può adottare la tradizionale procedura delle gare d’appalto. Così si chiama una ditta disponibile e la si fa lavorare immediatamente. Proprio questo genere di appalti sarebbe finito nel mirino degli inquirenti. L’ipotesi su cui si lavora è, probabilmente, quella di un presunto favoritismo nelle chiamate d’urgenza a vantaggio di una o più ditte e a scapito di altre.
È possibile che sia indagato solo Di Timoteo o potrebbe esserci un coinvolgimento dell’ex amministratore Pierangeli, che come organo politico doveva garantire la copertura finanziaria delle somme urgenze? Pierangeli sostiene di non sapere nulla dell’inchiesta sugli appalti e ribadisce quanto già detto in passato: «Sono sereno e fiducioso sia nelle attività svolte dagli uffici, sia nell’operato della magistratura». Sull’ipotesi di favoritismi a vantaggio di alcune ditte, si limita a dire: «Nelle somme urgenze hanno lavorato 10-12 ditte negli ultimi tre anni, e nello stesso periodo hanno preso appalti Ater almeno 40 imprese. Per noi la turnazione negli appalti era regola». C’è chi non la pensa così, la verità la stabilirà la magistratura.(d.v.)
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