Appalti pubblici pilotati, Palumbi patteggia un anno e dieci mesi

Pena sospesa per l’imprenditore edile teramano che nel 2018 finì ai domiciliari per corruzione Secondo l’accusa la sua impresa avrebbe ottenuto lavori per mezzo milione nella città marchigiana
TERAMO. Un patteggiamento a un anno e dieci mesi è l’epilogo giudiziario che chiude il coinvolgimento dell’imprenditore edile teramano Carlo Palumbi nella maxi inchiesta sugli appalti pilotati ad Ancona. L’imprenditore (assistito dagli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino) ieri mattina ha definito il patteggiamento (con la sospensione della pena) davanti al gup del tribunale di Ancona Francesca De Palma. Palumbi, che per questa inchiesta nel 2018 era finito ai domiciliari con altri imprenditori e poi scarcerato, nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva respinto l’accusa di corruzione sostenendo di essersi trovato in una situazione in cui avrebbe subito comportamenti altrui. Secondo l’accusa della Procura dorica l’impresa edile di Palumbi si sarebbe aggiudicata l’appalto per la realizzazione dei lavori di riqualificazione del Passetto (un’area verde della città marchigiana) con un ribasso d’asta del 25.654% per un importo complessivo dei lavori pari a 418.115,60 euro. «Nella fase di esecuzione dell’appalto la società del Palumbi risultava affidataria di ulteriori lavori attraverso l’indebito ricorso a varianti in corso d’opera rispetto all’oggetto dell’appalto», si legge a questo proposito nell’ordinanza in cui il gip mette in collegamento gli appalti, «con utilità non meglio precisate» che, sostiene l’accusa, il geometra del Comune di Ancona Simone Bonci – considerato dagli investigatori il deus ex machina del presunto giro di appalti e mazzette – avrebbe ricevuto dall’imprenditore. E ieri mattina Bonci, nell’ambito della stessa udienza, è stato condannato a due anni e mezzo per corruzione aggravata.Bonci è accusato di aver pilotato appalti di lavori pubblici a ditte amiche e aver facilitato il pagamento alle stesse di lavori mai eseguiti o in parte fatti in cambio di varie utilità come cellulari, telecamere, un portone blindato e lavori edili per un bagno. I reati contestati al geometra sono corruzione aggravata e istigazione alla corruzione. Agli imprenditori coinvolti, invece, vengono contestate singoli episodi di corruzione. Bonci aveva chiesto di patteggiare, ma l’accesso a questo rito alternativo era venuto meno dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato l'ordinanza del Riesame per il dissequestro di circa 40mila euro emessa dal gup in favore dell'imputato.
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