Appalti sospetti, altri sei mesi di indagini

Il pm chiede una nuova proroga fino a giugno, sotto accusa soprattutto le gare di somma urgenza per neve e terremoto
TERAMO. È una seconda proroga d’indagine a scandire i tempi della maxi inchiesta per corruzione sugli appalti pubblici nel Teramano. I nuovi sei mesi (fino a giugno 2019) sono stati chiesti dal pm Andrea De Feis subentrato al collega Luca Sciarretta (ora in servizio a Pescara). La proroga riguarda il primo fascicolo e cioè quello con cinque indagati tra cui l’ ex consigliere provinciale delegato alla viabilità e attuale assesore comunale a Controguerra Mauro Scarpantonio, visto infatti che di recente lo stesso De Feis ha firmato uno stralcio (cioè un procedimento bis) con altri indagati. Le ipotesi di reato ipotizzate sono quelle di corruzione, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti.
All’attenzione di inquirenti e investigatori (delegati alle indagini gli uomini della guardia di finanza teramana del nucleo di polizia economico-finanziaria) ci sono decine di gare d’appalto e altrettante procedure di somma urgenza risalenti soprattutto nei periodi delle emergenze terremoto e neve del gennaio 2017. Perché tantissimi sono gli atti finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità giudiziaria nel corso di altrettante acquisizioni fatte anche di recente negli enti pubblici finora coinvolti: la Provincia, i Comuni di Teramo, Atri e Pineto, i compartimenti Anas di Abruzzo e Marche.
La Procura è decisa a dimostrare che, in molti casi, le somme urgenze altro non fossero che procedure scelte solo per favorire una impresa rispetto ad un’altra. Nel primo fascicolo, nato dalla mole di intercettazioni del procedimento Castrum, ci sono cinque indagati: oltre a Scarpantonio ci sono il funzionario della Provincia Dario Melozzi; gli imprenditori teramani Armando Di Eleuterio (che è anche presidente regionale dell’Ance, l’associazione regionale dei costruttori) e Diego Di Sabatino. Con loro c’è anche il dirigente del settore appalti del Comune di Pineto Donato D’Evangelista. Ma l’elenco degli indagati è destinato ad allungarsi. E, molto probabilmente, non solo con i sette nomi già iscritti nell’inchiesta bis.
Intanto ci sono altri sei mesi di indagini per arricchire con nuovi atti la già abbondante mole di documentazione: dai risultati degli accertamenti tecnici (a cominciare da quelli sui telefoni sequestrati nei mesi scorsi e successivamente dissequestrati) alle testimonianze delle molteplici persone informate sui fatti che, in questa veste, continuano ad essere ascoltate dagli agenti del nucleo di polizia economica del comando provinciale della guardia di finanza in un complesso e articolato lavoro di ricostruzione.
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