Appalto antincendio Asl Assolti Ciapanna e gli altri

Il consigliere provinciale, il fratello e un ex dirigente dell’azienda sanitaria erano accusati di truffa, frode e falso. Per il giudice il fatto non sussiste
TERAMO. E’ una sentenza di assoluzione a scrivere, in primo grado, la verità processuale dell’inchiesta sull’affidamento dell’ appalto antincendio alla Asl. Il giudice Roberto Veneziano ha assolto con la formula più ampia del fatto non sussiste Graziano Ciapanna, ex consigliere comunale di Teramo dell’allora Pdl e attuale consigliere provinciale, imputato di truffa e frode nelle pubbliche forniture, il fratello Giacomo, accusato di frode nelle pubbliche forniture, e Giancarlo Cecchini, ex dirigente Asl attualmente direttore amministrativo dell’istituto Zooprofilattico, accusato di falso ideologico e truffa.
Per conoscere i perchè bisognerà aspettare le motivazioni preannunciate tra novanta giorni, ma appare evidente che nessuna prova si sia formata nel corso dell’istruttoria dibattimentale e che l’impianto accusatorio della procura non abbia retto. Ciapanna e il fratello Giacomo erano finiti a processo nella loro veste di legali rappresentanti e contitolari dell’azienda C.G. Engineering Srl che fino all’agosto 2013 ha avuto in appalto il servizio antincendio dell’azienda sanitaria teramana.
Il pm Davide Rosati (titolare del fascicolo e che nella precedente udienza aveva chiesto condanne per tutti e tre) aveva contestato la mancata procedura della gara comunitaria e quella che aveva definito «una illecita» procedura di gara ristretta. Durante le indagini aveva chiesto ed ottenuto il sequestro sui conti dell’azienda di una somma di 650mila euro, equivalente all’importo a base d’asta della gara d’appalto del servizio antincendio. Somma di cui ieri il giudice Veneziano ha disposto l’immediata restituzione.
Nell’avviso di conclusione delle indagini il pm così aveva ricostruito i fatti: il 28 febbraio del 2012 la società Engineering aveva affittato per tre anni il ramo d’azienda di una società di Rieti che si occupa di servizio antincendio e aveva partecipato all’appalto dell’Asl ottenendolo per l’immediata attivazione e gestione del centro di emergenza.
Per la procura il ramo d’azienda sarebbe stato preso in affitto perchè la società teramana aveva la sicurezza della proroga del contratto. Circostanza poi verificatasi, sempre secondo l'accusa, senza una nuova gara, con l'ampliamento dei servizi affidati e conseguente aumento dei costi per l'azienda sanitaria.
Secondo la procura, inoltre, i dirigenti Asl che all’epoca seguirono quella procedura avrebbero falsamente rappresentato una situazione di urgenza (inizialmente i dirigenti indagati erano tre, ma per due il pm aveva chiesto ed ottenuto l’archiviazione). Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Giannicola Scarciolla, Marco Spagnuolo, Mauro Di Dalmazio e Romolo Di Filippo.
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