Appalto rifiuti, Mastropietro a processo

29 Giugno 2017

Per lei un’altra grana oltre all’inchiesta Castrum. Imputati anche l’imprenditore Diodoro e l’ex vice sindaco di Silvi Marina 

TERAMO. È la principale indagata nell’inchiesta Castrum sulle presunte tangenti al Comune di Giulianova, ma adesso Angela Mastropietro – e con lei altre cinque persone – dovrà affrontare un altro processo: quello sull’aggiudicazione delle gare d’appalto per la gestione del servizio rifiuti nei Comuni di Roseto e Silvi. Dovrà comparire davanti al tribunale di Teramo il prossimo 14 settembre per rispondere di turbativa d’asta: così ha deciso il giudice Roberto Veneziano che al termine dell’udienza preliminare di ieri ha rinviato a giudizio la Mastropietro e glia atri imputati: l’imprenditore Ercole Diodoro, legale rappresentante dalla Diodoro Ecologia, azienda rosetana che si occupa dei rifiuti; il suo collaboratore Alessandro Di Marzio, l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini; il funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante; il consulente Alberto Rao, professionista di Rovigo. Quest’ultimo deve rispondere dell’accusa di falso ideologico, mentre per gli latri l’imputazione è di turbata libertà degli incanti.
Mastropietro è coinvolta in questo processo come ex dirigente del Comune di Roseto nel periodo che va dal 2001 al 2014. In questa qualità, secondo le accuse, avrebbe favorito l’impresa Diodoro Ecologia per l’aggiudicazione delle gare di appalto a Roseto e Silvi. Le accuse – sostenute dai pubblici ministeri Andrea De Feis e Luca Sciarretta, gli stessi dell’inchiesta Castrum – ipotizzano violazioni delle norme relative alla concorrenza negli appalti, agli affidamenti diretti e ai rinnovi dei contratti. In particolare, riguardo alle accuse rivolte a Mastropietro e Diodoro per l’aggiudicazione dell’appalto di Roseto, così si esprimono i pubblici ministeri nella richiesta di rinvio a giudizio accolta ieri dal gup: «In violazione delle garanzie di segretezza delle offerte economiche e di pari trattamento delle ditte partecipanti, Mastropietro Maria Angela Lucia consentiva alla società Diodoro Ecologia di presentare l'offerta economica in epoca successiva all'apertura delle buste depositate dalle ditte partecipanti e quindi dopo aver preso cognizione delle offerte economiche da queste presentate, con ciò intenzionalmente procurando alla società Diodoro Ecologia l'ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla remunerazione conseguente all'aggiudicazione della suddetta gara con correlativo danno per le altre ditte partecipanti alla gara». Una condotta chiaramente illecita secondo gli inquirenti, ma questa ricostruzione dei fatti viene contestata dai difensori degli imputati – tra questi gli avvocati Gennaro Lettieri, Guglielmo Marconi e Pietro Referza – i quali sostengono che Diodoro, per un ritardo del servizio postale, ricevette l’avviso dell’appalto il giorno stesso della scadenza, per cui chiese e ottenne dalla dirigente comunale una proroga dei termini di presentazione delle offerte, senza che negli uffici comunali venissero aperte le altre buste che nel frattempo erano state depositate. La verità la stabilirà il processo.
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