Appello all’unità del centrodestra

21 Aprile 2017

Fratelli d’Italia-An: «Un patto di lealtà contro i cambi di casacca»

GIULIANOVA. È un appello all’unità del centrodestra giuliese quello che lancia Paolo Vasanella, a nome di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, in vista delle prossime elezioni comunali. Il problema sollevato da Fratelli d’Italia, innanzitutto, riguarda Laura Ciafardoni, eletta consigliere di Forza Italia e Nuovo centro destra. «In primo luogo vorremmo capire», scrive Vasanella, «da che parte si colloca Laura Ciafardoni, eletta perchè votata da tanti cittadini di centro-destra. Oggi in consiglio comunale rappresenta ancora i partiti di Ncd, divenuto nel frattempo Ap, e di Fi? Vorremmo capire se è ancora alternativa al sindaco Mastromauro». In effetti, in questi giorni, si parla di un ravvicinamento di Ciafardoni al Pd, cosa che però i Dem hanno escluso categoricamente avendo militato la stessa Ciafardoni, negli ultimi due anni, in partiti oppositori. «Bisogna fare chiarezza», continua la nota, «anche in funzione della rinnovata intenzione di ricostituire il centro destra con tutte le sue anime civiche e partitiche».

Fratelli d’Italia-An, dunque, avvia la propria campagna elettorale dicendo di essere una valida alternativa alla «catastrofica esperienza del centrosinistra giuliese, che di sinistra ha ben poco». L’unica soluzione è quella, secondo il partito, di fare fronte comune. Quello in cui si impegna Fratelli d’Italia è un vero è proprio “Patto di lealtà” per «mettere fine ai cambi di casacca», che riguardano anche il sindaco stesso. «E' di questi giorni la notizia», conclude Vasanella, «che il sindaco Mastromauro, dopo essersi definito un bersaniano convinto, poi passato alla corte di Renzi, oggi con enfasi si schiera, primo in Italia, con Articolo 1-Mdp; nel mentre il segretario Filipponi, fedele al Pd locale, alza la voce intravedendo maggiore possibilità di divenire futuro primo cittadino. Questi posizionamenti di carattere soggettivo hanno quale unica risultante l'abbandono amministrativo della nostra città e il conto, alla fine, lo pagano i cittadini».

Margherita Totaro

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