Appello dei medici del Mazzini: «Serve subito un nuovo ospedale»

Nasce un comitato: «La struttura di Villa Mosca non più in grado di garantire gli spazi necessari» Entro novembre la Asl dovrà riconsegnare alla Regione lo studio di fattibilità sull’area più idonea
TERAMO. Prima il terremoto e poi la pandemia hanno costretto medici e operatori ospedalieri a fare i conti con una struttura, quella del Mazzini, ormai non più idonea ad affrontare le nuove sfide ed emergenze e quindi a garantire l'eccellenza delle cure e l'umanizzazione della sanità. Ed è per questo che quegli stessi medici e operatori si sono riuniti in un comitato spontaneo per far sentire la propria voce e spiegare come sia necessario realizzare il nuovo ospedale. «L'ospedale nuovo significa una sanità migliore per tutto il territorio», ha sottolineato il primario di Medicina Francesco Delle Monache, «è un treno che non possiamo permetterci di perdere. Come operatori abbiamo vissuto il terremoto, poi la pandemia, e abbiamo toccato con mano i limiti dell'attuale struttura del Mazzini, progettata negli anni '60 e oggi non più in grado di garantire quei livelli d'eccellenza nelle cura che la sanità è in grado di offrire».
Oltre all'obsolescenza della struttura, infatti, al Mazzini sono ormai esauriti tutti gli spazi, anche quelli esterni. Una situazione in cui il livello delle cure viene garantito grazie al lavoro e all'abnegazione del personale e dove diventa impossibile parlare di umanizzazione della sanità. E anche un'eventuale ristrutturazione dell'attuale struttura, perorata dai comitati cittadini, per medici e operatori non risolverebbe le criticità: vorrebbe dire lavorare per anni in un cantiere e difficilmente permetterebbe di raggiungere quegli standard necessari a un hub di secondo livello. «Non entriamo nel merito del dove e come realizzarlo», ha sottolineato il direttore del dipartimento oncologico e della Uoc di Radioterapia Carlo D'Ugo, «ma serve un ospedale nuovo ed efficiente. Oggi il dipartimento oncologico soffre molto. Avremmo i fondi per acquistare un nuovo acceleratore ma i costi per adeguare gli spazi sarebbero superiori a quelli per l'acquisto del macchinario». A sottolineare come il Mazzini non sia più adeguato alle attuali esigenze anche Federica Venturoni, medico della Rianimazione: «Una sanità d'eccellenza passa per una struttura adeguata che garantisca il benessere del paziente e anche dei sanitari. Oggi in rianimazione c'è un'area dedicata ai ricoveri Covid, quando usciamo dal reparto andiamo a fare la doccia in un container, le riunioni di reparto ormai si fanno in magazzino. Non ci sono più spazi, quando usciamo con un paziente intubato passiamo davanti alla gente in fila». Tra i promotori del comitato anche i primari e responsabili di unità operative Danilo Lucantoni, Franco De Remigis, Katia Cannita, Gabriella Lucidi Pressanti, Gina Quaglione, Pierluigi Orsini, quasi tutti presenti ieri in conferenza stampa. Intanto la Asl accelera sul nuovo ospedale. Il direttore Maurizio Di Giosia nei giorni scorsi ha annunciato che entro il 30 novembre dovrà essere riconsegnato alla Regione lo studio di fattibilità sull'area più idonea.
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