Approvato da 35 sindaci il documento anti-crisi

Stabilisce la creazione di tavoli di lavoro con il supporto di esperti e sindacati Di Bonaventura: «Dobbiamo riuscire a cooperare, è tempo di lasciare un segno»
TERAMO. C’erano 35 sindaci sui 47 del Teramano, venerdì, alla seconda convocazione dell’assemblea voluta dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil per approvare un documento programmatico che individua un modello di lavoro per mettere insieme sindaci, parti sociali e istituzioni pubbliche, con l’obiettivo di rilanciare un territorio fiaccato da più crisi. Il documento è stato approvato all’unanimità. «Il Covid ha accelerato un processo di crisi che ha ragioni strutturali. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, dobbiamo imparare a cooperare», ha sottolineato il presidente Di Bonaventura. Nel documento è prevista: la costituzione di tavoli di lavoro tematici su impulso dell’assemblea dei sindaci, con la partecipazione di esperti e parti sociali individuati di volta in volta sulla base delle specificità affrontate; l’individuazione di un cronoprogramma per lo sviluppo di obiettivi e progetti; il coordinamento e il supporto logistico della Provincia per il gruppo di esperti, la raccolta della documentazione e la collazione delle proposte.
Durante l’assemblea sono stati molti e articolati gli interventi di sindaci e parti sociali (i sindacati nei giorni scorsi avevano presentato un documento ufficiale individuando temi e priorità); fra gli altri il sindaco del capoluogo Gianguido D'Alberto, il presidente della Camera di Commercio Gloriano Lanciotti; l'amministratore unico del Cope Filippo Lucci e i segretari provinciali della Cgil, della Cisl e della Uil, rispettivamente Giovanni Timoteo, Fabio Benintendi, Fabrizio Truono. Premesse e documento sono stati introdotti dal presidente Di Bonaventura e dal consigliere delegato a coordinare il progetto, Lanfranco Cardinale. Presente in sala anche il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Umberto D’Annuntiis.
«Non siamo qui né per me né per noi, ma per la comunità», ha dichiarato Di Bonaventura «dobbiamo determinare relazioni concrete e sostenibili. La provincia vive una pandemia da vent’anni. Questa emergenza ci chiama a dare delle risposte e se non lo facciamo subito ci ricorderanno come degli scellerati per non aver colto il senso del momento. I nostri predecessori hanno lasciato un segno. Anche noi dobbiamo comprendere che è il momento di lasciare un segno».
Il consigliere Cardinale ha fatto quindi il punto della situazione: «Abbiamo raccolto le sollecitazioni che arrivano da enti locali e parti sociali. Avevamo già problemi strutturali, oggi abbiamo situazioni contingenti la cui risoluzione ha il carattere dell’urgenza. Dobbiamo decidere noi, insieme, quali sono gli obiettivi e i progetti strategici sui quali lavorare. Vogliamo rimettere al centro la Provincia, l’Assemblea dei sindaci può essere uno strumento straordinario per progettare e fare sintesi. Avremo a fianco la rete delle istituzioni pubbliche e un gruppo di esperti che saranno a disposizione sia nella fase di elaborazione che in quella della ricerca di finanziamento».(red.te)
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