Approvato il bilancio, ma con un “giallo”

8 Giugno 2019

Secondo l’opposizione di centrodestra c’è un vizio di forma che lo renderebbe illegittimo. Chieste più spese per il sociale

TERAMO. Il bilancio di previsione supera l’esame del consiglio comunale ma con un dubbio di legittimità. A sollevarlo, nella seduta di ieri, è stata l’opposizione di centrodestra che ha contestato un «vizio di forma» relativo alla commissione che ha preceduto il confronto in aula sul provvedimento. Per Franco Fracassa (Futuro in) e Mario Cozzi (Forza Italia) più che di un dubbio si tratta di una certezza di illegittimità. Il verbale della commissione, con i relativi permessi di astensione dal lavoro per i partecipanti, non è stato firmato dal presidente Flavio Bartolini, che si era assentato subito dopo l’inizio della riunione, ma da Maurizio Verna. Quest’ultimo non aveva titolo a sottoscrivere i documenti, in quanto non è mai stato designato come vicepresidente della commissione, per cui per i rappresentanti del centrodestra si configura la nullità del verbale, oltre al rischio di un illecito penale, e di conseguenza l’inammissibilità del bilancio in consiglio. Per la segretaria Maria Cristina Chirico il vizio di forma c’è ma non inficia il provvedimento, per cui sulla scorta di questo parere l’amministrazione ha portato avanti l’esame del documento contabile. L’opposizione di centrodestra ha comunque annunciato azioni legali, senza specificare quali, per far accertare l’illegittimità dell’atto contro il quale si è ovviamente espresso contro al momento del voto.
L’altro pezzo dell’opposizione, quello formato da Giovanni Cavallari, il gruppo di Mauro Di Dalmazio e Graziano Ciapanna, e i grillini Pina Ciammariconi e Ivan Verzilli, ha scelto invece la via dell’astensione. Per loro, insomma, il giudizio non è del tutto negativo, sebbene rilevino l’esistenza di criticità. Cavallari ha definito il bilancio un «bicchiere mezzo pieno» con dati incoraggianti, come quello relativo al riequilibrio dei conti, tornati in positivo, ma anche preoccupanti, relativamente ad esempio al taglio del 50% dei fondi di formazione del personale. Secondo lui non è emersa «l’anima vicina alla parte più debole della società», mentre per Di Dalmazio è necessario accentuare la «visione strategica complessiva della città» che deve passare per interventi straordinari da inserire nel documento contabile. Sollecitazioni sono arrivate anche dai banchi della maggioranza. Piergiorgio Passerini (Teramo viva) ha rimarcato la necessità di «maggiore coraggio nelle scelte politiche» in riferimento agli investimenti su settori strategici come le manutenzioni non limitate agli asfalti, la cura del verde e la cultura che secondo lui rientrano in un’accezione ampia di servizi sociali che vanno al di là dell’assistenza scolastica ai disabili. Flavio Bartolini (Pd), dopo aver definito ignobile il tentativo di strumentalizzare la sua assenza in commissione da parte del centrodestra, ha però fatto rilevare il mancato inserimento tra le opere finanziate l’apertura di una strada che colleghi via Po al complesso edilizio del Parco degli Ulivi, nella parte bassa di Villa Mosca, in mancanza della quale i residenti sono costretti a fare un ampio giro da via della Resistenza a via Croce.
Per Andrea Core (Insieme possiamo) l’opposizione ha sollevato una questione formale non potendo contestare un bilancio «pulito e che dopo tanti anni torna sano», mentre Maurizio Verna ha evidenziato il contenuto politico dell’atto, con la previsione di 1,3 milioni di euro per gli asfalti e fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Sull’azzeramento dell’anticipazione di cassa con lo scoperto bancario e il ritorno in positivo del saldo, che al momento registra un margine operativo di circa quattro milioni, si è soffermato il sindaco Gianguido D’Alberto. Per «onestà intellettuale» il primo cittadino ha riconosciuto che il miglioramento dei conti è dipeso dai bonus post sisma e di entrate straordinarie, come la rata da un milione di euro versata dal Ruzzo. Permangono, invece, criticità relativi alla mancata riscossione di tasse, in particolare la Tari che segna un accumulo di residui pari a 12 milioni, e per le utenze, che continuano a gravare sulle spese per quattro milioni. Secondo D’Alberto, però, «il bilancio è flessibile, permetterà ridistribuzione di ulteriori risorse che deriveranno da economie».Va già in questa direzione l’emendamento della maggioranza che destina al sociale 200mila euro ricavati da minori spese sostenute da inizio anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA