Apre il centro per l’autismo di Sant’Atto

L’annuncia Fagnano alla commissione di vigilanza intervenuta per i forti ritardi «causati dalla Regione»
TERAMO. Secondo i progetti della Asl il centro per adolescenti autistici di Sant’Atto avrebbe dovuto essere inaugurato entro giugno dell’anno scorso. Invece ieri la commissione vigilanza della Regione si è dovuto occupare dei ritardi nella sua apertura. Ritardi generati «dalla superficialità della Regione attratta dalla solita “politica delle chiacchiere” e troppo lontana dalle esigenze e dalle problematicità delle famiglie», secondo il presidente della commissione Mauro Febbo che sottolinea in primo luogoz“la grave assenza del direttore del Dipartimento della Salute, Angelo Muraglia che è da ritenersi un gesto assolutamente inqualificabile rispetto a una tematica così delicata».
Presente invece il direttore generale Roberto Fagnano, che ha annunciato l’apertura a breve della struttura «resa disponibile solo grazie alla Asl di Teramo dalla scorsa estate ma rimasta bloccata a causa di un farraginoso iter burocratico tutto interno all’assessorato alla Sanità e alla direzione regionale (forse per questo si è registrata la pesante assenza di Muraglia)», fa notare Febbo, «a breve comunque si partirà con la gestione diretta della stessa Asl, per tutto il 2016, come assicurato dal direttore generale Fagnano». Il presidente sottolinea anche che l’avvio del centro di Sant’Atto «è un passaggio doveroso che va nella direzione indicata dalla legge n. 134/2015 che inserisce l’autismo nei nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) attribuendo alle Regioni e alle Asl specifici compiti per garantire l’accesso alle attività abilitative su tutto il territorio.La positiva esperienza maturata a L’Aquila con la struttura riabilitativa “La Casa di Michele” gestita direttamente dalla Asl 01 dal gennaio 2014 e l’attività di coordinamento del Centro regionale di riferimento per l’autismo potrà essere esempio a cui ispirarsi per realizzare la rete di strutture territoriali. Molte aree della nostra regione non hanno ancora punti di riferimento costringendo famiglie a lunghi viaggi o a rinunciare alle attività fondamentali per l’accrescimento delle autonomie dei propri cari. Una opposizione costruttiva può contribuire a far comprendere al commissario alla Sanità, all’assessore e alla Direzione regionale della Sanità il giusto equilibrio tra i diritti vitali degli abruzzesi con autismo e la “cieca” burocrazia della politica».

