Apre lo storico palazzo Sorricchio

Vi saranno esposti al pubblico manoscritti risalenti al Settecento
ATRI. Tra le iniziative più significative in programma ad Atri per le “Giornate Fai d’Autunno 2020”, previste per questo e il prossimo week end, c’è l’apertura ai visitatori delle porte dello storico Palazzo Sorricchio, nel quale sono esposte alcune copie dei manoscritti dello studioso Nicola Sorricchio, nato nel 1710 e deceduto nel 1785. I documenti sono particolarmente interessanti poiché frutto delle ricerche che lo stesso Sorricchio compì negli archivi pubblici e privati degli Acquaviva, duchi d’Atri. Tra questi gli Annali Acquaviviani e i Monumenti Adriani. L’antico palazzo rappresenta quasi una prosecuzione urbana del palazzo ducale degli Acquaviva, sede del municipio. Una struttura ricca di ambienti singolari, molti dei quali affrescati, dove dal Settecento e fino a qualche anno fa si conservava un’importante biblioteca con manoscritti rari, oggi preservati nella villa di famiglia a Silvi. Domani è in programma alle ore 10,30 all'auditorium Sant'Agostino, un incontro a cura dello storico Roberto Ricci dal titolo "Atri meravigliosa. Arte, Storia e Natura", a quale parteciperà anche uno degli eredi della famiglia Sorricchio, Guido Sorricchio, che illustrerà la storia della città ducale.
«La riapertura dopo un secolo di Palazzo Sorricchio è molto attesa dagli atriani e da tutti gli appassionati di storia locale e ne siamo orgogliosi», commenta l’assessore alla cultura del Comune di Atri, Domenico Felicione, «ringrazio ancora il Fai Teramo, in particolare il capo delegazione Pietro Costantini e quanti hanno lavorato per la riuscita di questo appuntamento, e invito tutti a scoprire le bellezze nascoste della nostra Atri». Le quattro Giornate Fai d’autunno, organizzate anche grazie al contributo della Fondazione Tercas, hanno come focus in particolare la storia della città ducale: potranno essere visionati molti documenti del fondo pergamenaceo, le monete dell’antica Hatria, le cisterne romane del palazzo ducale e il palazzo Cardinal Cicada. Visitabili, inoltre, la cattedrale e la riserva naturale “Oasi Wwf dei Calanchi”. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

