«Apriamo pinacoteca e mosaico del leone»

Il Comune incontra la Sovrintendenza sui beni culturali danneggiati dal sisma e sul teatro romano
TERAMO. Museo archeologico, teatro romano, mosaico del leone e scavi a piazza Sant’Anna e a Madonna delle Grazie. Sono alcuni dei temi trattati ieri in un incontro tra Comune e Soprintendenza ai Beni Archeologici. Alla riunione hanno partecipato il sindaco Gianguido D'Alberto e gli assessori Luigi Ponziani e Stefania Di Padova e per la Sovrintendenza Rosaria Mencarelli accompagnata da tecnici della stessa istituzione.
Si è partiti dalla constatazione che con la chiusura dei musei civici (in parte, dovuta al sisma) e la mancata fruibilità dei siti archeologici la quasi totalità dei beni culturali cittadini è inutilizzabile. Da qui anche la considerazione che è necessario – come da programma elettorale – promuovere politiche per rivitalizzare l'attività culturale della città. Il Comune, per prima cosa, provvederà, eseguendo dei lavori, alla riapertura almeno parziale della pinacoteca, visto che per l’inagibile museo archeologico passerà ancora molto tempo. Il sindaco annuncia inoltre che, sempre in tempi brevi, si cercherà un’interlocuzione con la famiglia Savini per rendere visitabile il mosaico del leone. Si è discusso poi della necessità di un regolamento condiviso con la Sovrintendenza per l’autorizzazione all’installazione di strutture mobili – dai gazebo alle giostre – per evitare quello che è accaduto alla festa della Madonna delle Grazie. A proposito di quest’area la Sovrintendenza ritiene necessario rendere più ordinata e funzionale tutta la zona antistante al santuario.
«Si è trattato di un incontro importante per stabilire una collaborazione istituzionale, vedendo nella Sovrintendenza un alleato per sostenere la ripresa culturale della città», commenta D’Alberto che sottolinea come un argomento centrale sia stato il recupero del teatro romano. «Siamo contenti del sostegno datoci rispetto alla scelta di andare avanti con il progetto di recupero funzionale del teatro romano approvato all’unanimità nel 2009, che prevede l’abbattimento dei due palazzi e il recupero del teatro senza sovrastrutture. Abbiamo posto un’esigenza sui tempi: devono essere stretti per arrivare il prima possibile al progetto definitivo e quindi all’appalto. Ci sono 4,5 milioni, provenienti da ministero, Fondazione Tercas e Regione, con cui abbiamo avuto già un incontro in cui abbiamo chiesto con forza di conservare il finanziamento. Ora bisogna avviare l’iter di acquisizione dei due palazzi». (a.f.)

