Arboretti contesta, il sindaco replica: «Difendi l’illegalità»

26 Novembre 2021

GIULIANOVA. Dopo la prima reazione degli occupanti, con una manifestazione tenuta mercoledì pomeriggio in piazza Fosse Ardeatine, arrivano anche le reazioni politiche sullo sgombero del campetto...

GIULIANOVA. Dopo la prima reazione degli occupanti, con una manifestazione tenuta mercoledì pomeriggio in piazza Fosse Ardeatine, arrivano anche le reazioni politiche sullo sgombero del campetto occupato.
«Per oltre cinque anni il campetto ha rappresentato in città», scrive in una nota “Il Cittadino Governante”, il gruppo politico di opposizione che fa capo a Franco Arboretti, «uno spazio dove si sono svolte tante iniziative a carattere sociale, che ha ospitato persone senza tetto di cui l’amministrazione non era stata in grado di occuparsi, e tanto altro». La precedente gestione dell’istituto Castorani non aveva chiesto lo sgombero del campetto, voluto invece dall’attuale gestione. «A questo punto si può ipotizzare che lo sgombero è legato alla satira sull’attività amministrativa di Costantini», continua il Cittadino Governante, «diffusa dai frequentatori del campetto, verso cui il sindaco si è sempre mostrato insofferente. Un’amministrazione democratica avrebbe dovuto praticare la via del dialogo».
Solidarietà agli occupanti anche da parte di Nos-Noi, Nuovi orizzonti della sinistra per Giulianova. «Un atto di violenza inaudita, gratuita e vile», si legge nella nota di Nos-Noi, «che mostra la debolezza di questa destra».
Non si è fatta attendere la risposta del sindaco Jwan Costantini al Cittadino Governante. «È grave che una forza che siede in consiglio comunale», dice Costantini, «contesti un provvedimento di polizia giudiziaria disposto dalla Procura della Repubblica. Il Cittadino Governante, è evidente, ha calato la maschera e si è schierato a difesa di chi, senza alcun titolo, ha preso possesso di uno spazio pubblico. Addirittura si fa riferimento al fatto che la satira degli occupanti mi avrebbe reso insofferente. Se per Il Cittadino Governante fare satira vuol dire minacciare, diffamare e fare violenza psicologica sul sindaco e sulla sua famiglia, limitandone persino la libertà di movimento, allora sì: la satira, quella satira, non è accettabile. Cosa sarebbe accaduto se quanto mi è capitato mercoledì pomeriggio, cioè di dover rimanere chiuso in casa con mia moglie e mio figlio, fosse accaduto al consigliere Arboretti e ai suoi congiunti?».
Luca Venanzi
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