«Area archeologica Cona chiusa e in abbandono»

TERAMO. Non si placa lo scontro sui siti culturali della città. All'attacco del gruppo consiliare Cittadini in Comune, che contestava la chiusura del 65% dei luoghi d'interesse della città, hanno...
TERAMO. Non si placa lo scontro sui siti culturali della città. All'attacco del gruppo consiliare Cittadini in Comune, che contestava la chiusura del 65% dei luoghi d'interesse della città, hanno replicato l'amministrazione e la Fondazione Tercas, ma i consiglieri del gruppo di opposizione rilanciano.
Il sindaco e l'assessore alla cultura avevano spiegato di aver trovato tutti i siti chiusi quattro anni fa e che le chiusure attuali di alcuni di questi sono dovuti ai cantieri in corso e o a progettazioni in corso con fondi già reperiti. Ma Cittadini in Comune ribatte: «Innanzitutto risulta confermato quanto abbiamo denunciato, e cioè che nove siti culturali cittadini sui 14 totali siano chiusi in via permanente: sindaco e assessore negano soltanto che sia chiusa l’area archeologica della Madonna della Cona, della quale sostengono che sia “attualmente aperta e fruibile”. Però, sul sito istituzionale del Comune, alla pagina dedicata, risulta ben visibile la scritta: “non aperta al pubblico”», scrivono i consiglieri che sottolineano di aver svolto un sopralluogo alla Cona, documentandolo con fotografie, trovando una situazione di completa chiusura e di abbandono del sito con erba alta, arredi rotti, cartelli a terra rovinati e ormai illeggibili.
«Quanto agli unici cinque siti culturali effettivamente aperti, v’è da aggiungere che la sola Arca è in ottime condizioni mentre gli altri quattro presentano numerose e gravi problematiche», prosegue il gruppo. Il riferimento è alla sala ipogea che soffre di importanti infiltrazioni, al Castello della Monica che «necessita almeno di altri 600mila euro di ulteriori lavori interni al palazzo principale e di molti milioni di euro per il recupero del quartierino medievale annesso al Castello», spiegano i consiglieri aggiungendo ancora la sala espositiva di via Nicola Palma che «dev’essere totalmente ristrutturata» e la Pinacoteca che necessita di lavori. (v.m.)
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