Area “delle baracche”, altra asta deserta

A vuoto il quinto tentativo di vendita del terreno sul lungomare sud. L’incasso servirebbe a ripianare il buco di bilancio
ROSETO . Nessuna offerta è arrivata entro la scadenza di ieri per il terreno a sud del lungomare. Di conseguenza anche la quinta asta pubblica, seconda dopo la rimodulazione della proposta, fissata per oggi a mezzogiorno andrà deserta. Una doccia fredda per il Comune di Roseto, che sta provando a vendere quest’area da ben 6 mesi. Lo scorso anno l’amministrazione tentò di cederlo con una prima proposta riguardante 3.730 metri quadri edificabili al prezzo base di 1,95 milioni di euro, ma non ci riuscì. Nella prima asta l’offerta della Cantagalli immobiliare di Teramo arrivò in ritardo e non fu nemmeno aperta. Nella seconda, invece, la proposta della stessa ditta ’ fu recapitata nei tempi previsti, ma mancava della documentazione necessaria.
Il terzo tentativo di vendita è andato deserto, l’assessore al bilancio Antonio Frattari, d’accordo con il resto dell’amministrazione cittadina, ha deciso di rimodulare l’offerta passandola a 4.230 metri quadri edificabili, ossia 500 in più, con una base d’asta di 2,19 milioni di euro, facendo diventare il terreno più appetibile alla destinazione turistico-residenziale. Nonostante la modifica, però, il terreno noto come “delle baracche” al momento risulta ancora invenduto. A disposizione ci sarebbe un ulteriore tentativo, il sesto, ma per il momento Frattari non si sbilancia. «Dispiace che anche questa volta l’asta sia andata deserta», afferma, «nonostante il terreno sia molto appetibile essendo di fronte al mare e avendo una destinazione turistico-residenziale, in una zona facilmente raggiungibile dagli autobus in quanto vicina al sottovia più alto che esiste a Roseto». L’assessore comunque non si arrende. «Non abbiamo perso completamente le speranze perché c’è sempre la sesta asta, la terza con l’offerta rimodulata, dove il prezzo scenderà ulteriormente», spiega, «ma per ora aspettiamo, credo che la faremo dopo Pasqua». Se anche l’estremo tentativo dovesse andare a vuoto il Comune, per ripianare il buco di bilancio relativo al rendiconto 2016 di circa 2 milioni di euro, dovrà necessariamente ricorrere a fondi ordinari, spalmati tra quest’anno e il prossimo, sacrificando probabilmente altri interventi sul territorio.
«Sarà inevitabile, non potremmo fare altrimenti», precisa Frattari, «discuterò sul da farsi insieme a tutta l’amministrazione per trovare soluzioni, nel caso anche la sesta asta andasse deserta, che pesino il meno possibile sul bilancio e di conseguenza sui cittadini». Sull’area in questione, quindi, durante la prossima estate Marco Pasquini, da 16 anni titolare dell’unica baracca rimasta e utilizzata come ristorante, continuerà a lavorare. «Ho ripresentato per il diciassettesimo anno la domanda», afferma l’esercente, “e credo che, anche se riuscissero a vendere il terreno, nella prossima stagione resterò lì. Mi fa piacere perché potrò continuare a dare lavoro a quattro persone”.
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