Area di crisi, la Val Vibrata si risolleva

Gli imprenditori rispondono all’appello di Pepe e Di Sabatino e propongono le strategie per l’accordo di programma
SANT’OMERO. Silenzio, la politica ascolta, una volta tanto. #Restartvalvibrata inverte il ciclo e concede la parola agli imprenditori prima che ai politici. Il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino ha definito “fase di ascolto” l’incontro di ieri a Villa Corallo di Sant’Omero, scritto a quattro mani con l’assessore regionale alle politiche Agricole Dino Pepe che prima del convegno, insieme alle altre autorità – parlando di impresa, appunto - ha fatto visita alla nuova Sval, la cittadella del giardinaggio.
L’area di crisi complessa Val Vibrata-Tronto, riconosciuta dal ministro Federica Guidi appena un mese e mezzo fa, mette parecchia posta in gioco. Soldi che non cadranno a pioggia e che finiranno per nutrire i progetti innovativi che le imprese sapranno ideare in vista del bando di Invitalia, quale ente erogatore. Innovazione, tecnologia, formazione e ricerca sono state le parole chiave del convegno moderato dal direttore del Centro, Mauro Tedeschini. Produrre jeans, maglioni, baccalà, autovetture o impianti termotecnici, non fa differenza: tutti gli imprenditori hanno agganciato il futuro ai tre capisaldi che sono la locomotiva della ripartenza. L’”impegno eroico” degli imprenditori intervenuti, come l’ha definito Pepe, si traduce per alcuni nei numeri di un fatturato che cresce e si stabilizza. Ma da soli non possono ancora farcela.
Walter Proietti dell’Atr di Colonnella, Lorenzo Dattoli della Carbotech di Martinsicuro, la Fimatex di Corropoli, Salvatore Loddo della Tml di Civitella, Francesco Di Pietrantonio della Picchio di Ancarano, Luca Calcagnoli del Maglificio Gran Sasso di Sant’Egidio, Andrea Risa di Digital Borgo, Giammaria De Paulis presidente dei Giovani Industriali Abruzzesi, Paolo Monti dell’omonima azienda di Corropoli, i consorzi Albatour, Costa dei Parchi e Prosa con Giancarla Stipa, Rivo Ciabattoni e Tito Rubini hanno chiesto di indirizzare l’attenzione alle progettualità nel campo della ricerca, dell’innovazione, del digitale, della formazione e del turismo in quest’ultimo caso inevitabilmente legato alla tutela del mare e dei fiumi. Occorre – ha aggiunto qualcuno – la costituzione di un fondo di garanzia non bancabile che non possa drogare il mercato. Christian Corsi, docente universitario nominato dalla Provincia nel gruppo di coordinamento del Mise, ha parlato di metodo vincente, di un protocollo strutturato con metodo vigoroso che ha tenuto conto della crisi da inefficienza, da incapacità di programmazione fino allo squilibrio finanziario. #Restartvalvibrata (un’area di crisi interregionale con il Tronto, unica esperienza in Italia) mette fine a tutto questo passando anche attraverso la riconversione delle imprese, l’integrazione e la competitività. Dal territorio (i 12 comuni e Valle Castellana) arriveranno gli echi della ripresa attraverso proposte strategiche da inserire nell’accordo di programma quadro fino all’attuazione del Prri (Progetto di riconversione e riqualificazione Industriale). I tempi sono scanditi e le proroghe saranno davvero minime.
Del resto, la Vibrata non può attendere: 5.845 persone hanno perso il lavoro, la perdita di occupazione è del 74%, 178 le aziende fallite ed il tasso di fallimento del tessile è del 10%. «Questa volta siamo pronti a discutere con le imprese e le organizzazioni sindacali per l’occupazione», ha detto Di Sabatino, «gli imprenditori saranno ascoltati da Invitalia». Per Pepe «adesso c’è lo strumento capace di riscrivere la storia di un successo imprenditoriale degli anni 70 e 80», mentre per il presidente dell’Unione di Comuni Val Vibrata, Leandro Pollastrelli che ha consegnato nelle mani di Pepe l’elenco dei progetti da inserire nel Masterplan «finalmente possiamo dare risposte alle attese».
Alex De Palo
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